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Redazione Sport
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L’aria che si respira nei box, tra un garage e l’altro dei team di punta, è quella tipica delle viglie che precedono un terremoto regolamentare. Se oggi rappresenta, di fatto, l’ultimo giorno della Formula 1 così come l’abbiamo conosciuta nell’era delle power unit ibride di prima generazione, da domani, 8 aprile, lo scenario tecnico cambierà radicalmente, e in questo sconvolgimento – ne sono convinti molti osservatori a Maranello – potrebbe inserirsi la scoccata giusta per la Ferrari. La frustrazione, del resto, è palpabile tra i piloti: Charles Leclerc, che ha espresso senza troppi giri di parole il proprio disagio al termine dell’ultimo giro secco a Suzuka, si trova a dover lottare non solo contro gli avversari, ma anche contro anomalie software che ne penalizzano ulteriormente la prestazione sul giro singolo. Non meno critico, va detto, è il problema della riduzione delle velocità di punta, una vera e propria zavorra tecnologica che mina l’essenza stessa della competizione.
Con una MGU-K dalla potenza triplicata rispetto al passato, le vetture subiscono un calo drastico di velocità alla fine dei rettilinei; questo accade per l’esaurimento delle batterie, un paradosso che costringe i piloti a gestire l’energia più che a spingere sul pedale del gas. Curve iconiche come la 9 di Melbourne o la mitica 130R di Suzuka, un tempo affrontate ad altissima percorrenza con il cuore in gola, vengono ora smussate a velocità ridotte, quasi si trattasse di un giro di ricognizione. Ecco allora che la paura, per gli ingegneri, non è tanto la sicurezza, quanto la noia: una Formula 1 che rallenta dove dovrebbe esaltare rischia di perdere la sua anima.
Tre incontri ad aprile per risolvere le criticità tecniche
Il mese di aprile, come ben sappiamo, sarà completamente privo di appuntamenti sul tracciato per il Mondiale di Formula Uno 2026. Della pista, però, ci si dimenticherà presto, perché per tutto il resto gli impegni non mancheranno, anzi. Ai piani alti della categoria si muoverà parecchio nelle prossime settimane: il regolamento tecnico entrato in vigore in questo campionato ha infatti rivelato diverse falle, e la situazione che ne è derivata porta i piloti a concentrarsi più sulla ricarica della batteria che sullo spingere a fondo la propria vettura. Il risultato? Un’inversione di valori che nessuno, nemmeno i più scettici, aveva previsto con questa intensità. Per questo la F1 ha fissato tre incontri nel corso del mese, tutti mirati a ridisegnare alcuni punti chiave delle regole.
La priorità assoluta: restituire velocità alle qualifiche
Sono giorni di consultazioni forzate, queste, approfittando della pausa dovuta al conflitto in Medio Oriente, e la priorità emersa dai primi tavoli informali è chiara: intervenire sulle qualifiche, facendo sì che tornino a essere il festival della velocità pura e non quello del risparmio energetico. Il problema, riemerso in tutta la sua evidenza a Suzuka, si è manifestato quando i piloti, sulle curve veloci e sul lungo dritto, erano costretti a rallentare per ricaricare le batterie, un’immagine paradossale per la massima competizione automobilistica mondiale. Una delle soluzioni – che sarà discussa giovedì 9 aprile nella prima riunione tecnica con i direttori tecnici dei team – prevede di ridurre l’apporto della potenza elettrica, quella che oggi conta per il 50% della spinta totale, proprio durante la lotta per la pole position. Un ritorno parziale al passato, insomma, ma con mezzi nuovi.
Date e temi dei meeting: si correggeranno i punti critici della F1 2026
Facciamo chiarezza su ciò che accadrà nelle prossime settimane. Nella giornata di domani è in programma il primo dei tre incontri dedicati all’analisi dei riscontri emersi nelle prime tre tappe del campionato mondiale 2026; l’obiettivo dichiarato è valutare eventuali correttivi da introdurre nel breve e medio periodo. Il primo appuntamento vedrà la partecipazione esclusiva delle figure tecniche dei team, chiamate a portare sul tavolo le criticità emerse nei weekend di gara fin qui disputati. Sarà l’inizio di un processo mirato a identificare potenziali soluzioni, senza esclusioni di colpi: si parlerà di mappature software, di strategie di scarica della batteria e, soprattutto, di come restituire ai piloti la libertà di attaccare senza dover guardare continuamente il livello di carica residua. La Ferrari, con la sua storia di innovazione e di sofferenza nelle transizioni regolamentari, potrebbe trovare in questa fase di riforma improvvisa un’occasione unica per recuperare quel margine che le è mancato nelle prime uscite stagionali.




