Juventus, Spalletti frena su Openda e spinge per Dibu Martinez: “Cerchiamo competitività” dopo il 1-0 allo Standard Liegi
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Redazione Sport
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Un successo, quello contro lo Standard Liegi, che porta la firma di Fabio Miretti, ma che lascia ancora intravedere un cantiere aperto, una squadra in piena fase di costruzione, alla ricerca della propria identità e di qualche innesto di qualità per alzare il tasso di competitività di una rosa che, al momento, appare ancora incompleta agli occhi del suo allenatore.
Se da un lato il gol del giovane centrocampista – una punizione che si è infilata sotto la traversa, regalando la prima vittoria stagionale ai bianconeri – è un segnale positivo, dall'altro lato, come spesso accade in questo periodo di precampionato, le risposte del campo sollevano più interrogativi di quanti non ne risolvano.
Miretti illumina una serata opaca, il lavoro in corso è ancora lungo
La partita dello Stade de Sclessin non era certo un banco di prova per giudicare il potenziale della nuova Juventus, ma l'impressione, al termine dei novanta minuti, è che la strada verso una quadratura del cerchio sia ancora lunga e irta di ostacoli. Con una formazione sperimentale, condizionata dalle numerose assenze – tra cui spiccano quelle dei nazionali reduci dal Mondiale, come Bremer, Yildiz e Koopmeiners, oltre ai nuovi acquisti ancora in fase di ambientamento – i bianconeri hanno faticato a trovare fluidità di manovra.
Il primo tempo, in particolare, è stato caratterizzato da ritmi blandi e da un'avversaria, lo Standard Liegi, che ha creato più di un grattacapo alla difesa juventina, come confermano le occasioni capitate sui piedi di Nkada e Trouillet. Nella ripresa, l'ingresso di Miretti ha dato freschezza e qualità, con il numero 21 che prima ha sbloccato il risultato con una precisa conclusione su punizione, e poi ha fallito il raddoppio a porta praticamente sguarnita.
Prestazione opaca, dunque, per una squadra che ha mostrato due volti, con una difesa ancora da rodare e un attacco in cui i giovani Durmisi, Licina e Adzic hanno avuto l'occasione di mettersi in mostra senza però riuscire a incidere in maniera decisiva. C'è poi il debutto di Celik, entrato nella ripresa, che ha fornito qualche spunto interessante ma senza strafare, confermando che anche per lui il processo di integrazione è appena iniziato.
A salvare il risultato, nel finale, ci ha pensato Mattia Perin, subentrato a Di Gregorio, con due interventi decisivi che hanno preservato il vantaggio e testimoniato, ancora una volta, la solidità del reparto portieri titolare.
Openda saluta Torino, il Lione lo accoglie in prestito: il mercato si sblocca
L'assenza di Lois Openda, che era stato convocato per la trasferta belga ma è rimasto in tribuna a guardare i suoi compagni, è la fotografia di un'operazione di mercato ormai in dirittura d'arrivo e che rappresenta uno snodo cruciale per le strategie di Luciano Spalletti.
Il centravanti belga, acquistato la scorsa estate per una cifra superiore ai 40 milioni, non ha convinto in bianconero e il suo futuro è ormai segnato: l'accordo con il Lione è stato raggiunto sulla base di un prestito oneroso di 3 milioni di euro, senza diritto di riscatto, che permetterà alla Juventus di liberarsi del suo pesante ingaggio (circa 7 milioni netti a stagione) e di incassare una piccola somma utile per le casse societarie.
Un'operazione che, come sottolineato da più parti, è da leggersi come un passo obbligato per sbloccare il mercato in entrata, creando lo spazio finanziario necessario per andare a caccia dei rinforzi richiesti dal tecnico di Certaldo. Con la cessione di Openda, infatti, si apre ufficialmente la corsa a un nuovo attaccante, con il nome di Randal Kolo Muani, in uscita dal Paris Saint-Germain, che torna prepotentemente al centro dei pensieri della dirigenza bianconera.
Spalletti e la porta: “Cerchiamo competitività”. Ma il Dibu resta un miraggio?
Se il fronte offensivo sembra essere stato sbloccato con l'addio di Openda, resta invece ancora in alto mare la questione relativa al ruolo del portiere, un nodo che sta tenendo banco nelle dichiarazioni pubbliche dell'allenatore. A margine della partita di Liegi, Luciano Spalletti è stato chiarissimo: “Abbiamo già due portieri in questo momento, vogliamo aggiungere competitività e ne stiamo cercando un altro. Vedremo, ce ne sono molti che adesso andranno a trovare delle caselle nuove”.
Un messaggio che appare come una spinta alla dirigenza, un invito a muoversi con tempestività per consegnargli un numero uno di carisma internazionale. Il nome in cima alla lista, come noto, è sempre quello di Emiliano Martinez, il "Dibu" dell'Aston Villa, che dopo il Mondiale cerca una nuova sfida e che intriga particolarmente lo stesso Spalletti.
Il tecnico ha confermato l'interesse, pur con un importante distinguo legato alle possibilità economiche del club: “Dibu Martinez è uno di questi, che probabilmente può cambiare squadra, però noi dobbiamo fare un mercato attento ed oculato, non abbiamo tantissime potenzialità di spendere molti soldi”.
Un'affermazione che traccia un solco, perché se da un lato l'argentino rappresenta il sogno proibito, dall'altro le richieste dell'Aston Villa (tra i 10 e i 15 milioni di euro) e il suo ingaggio attuale (7 milioni) appaiono difficilmente sostenibili per le casse bianconere. Si parla di un possibile triennale a cifre più basse, ma la distanza tra domanda e offerta è ancora ampia, e la concorrenza di altri club europei non aiuta.
Le alternative al Dibu: Vicario e Suzuki in pole, ma il tempo stringe
In attesa di capire se la pista "Dibu" possa concretizzarsi, la dirigenza juventina, con l'amministratore delegato Giovanni Carnevali in prima linea, sta sondando il terreno per le alternative, con l'obiettivo di regalare a Spalletti il nuovo portiere entro la tournée estiva. Il nome che sembra essere il più percorribile, sia dal punto di vista tecnico che economico, è quello di Guglielmo Vicario, attualmente in forza al Tottenham.
Il portiere azzurro, che non ha seguito la squadra nella tournée in Oceania per un lieve infortunio, sarebbe ben disposto a un ritorno in Italia e alla Juventus filtra ottimismo per un'operazione in prestito con diritto di riscatto, una formula perfetta per le esigenze attuali del club.
L'altra opzione, sempre tenuta in caldo, è quella di Zion Suzuki del Parma, profilo molto apprezzato per le sue qualità nel gioco con i piedi, ma la strada appare in salita a causa della forte concorrenza del Paris Saint-Germain e delle alte pretese economiche del club emiliano, che chiederebbe una cifra superiore ai 30 milioni.
A complicare ulteriormente il quadro, c'è anche la necessità di trovare una sistemazione a uno tra Michele Di Gregorio e Mattia Perin, perché l'arrivo di un nuovo titolare comporterebbe un ridimensionamento del ruolo per uno dei due estremi difensori attuali. Il primo era stato accostato al Besiktas, mentre il secondo desidererebbe più spazio, ma al momento non ci sono offerte concrete sul tavolo.
Insomma, con l'esordio in campionato fissato per il 23 agosto contro il Frosinone, il tempo per trovare le soluzioni giuste si fa sempre più stretto, e Spalletti aspetta risposte concrete per completare una squadra che deve ancora trovare la propria forma migliore.
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