Dominik Paris sogna la Saslong, in val Gardena si corre il recupero di Beaver Creek
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Redazione Sport
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La nebbia, che aveva calato un velo di incertezza sul programma, si è dissolta e tutto è pronto per il via in val Gardena, dove l’attesa tre giorni di Coppa del Mondo di sci alpino maschile si apre giovedì 18 dicembre con una discesa libera di grande fascino. La gara, in programma alle 11.45, rappresenta il recupero della prova cancellata poche settimane fa a Beaver Creek per le avverse condizioni meteorologiche, un rinvio che non ha fatto altro che accrescere l’attesa degli addetti ai lavori e degli appassionati per un appuntamento che si preannuncia di altissima intensità. Sulla celebre Saslong, un tracciato che nel corso dei decenni ha scritto pagine indelebili della storia dello sci veloce, gli atleti si misureranno in una versione “sprint”, partendo cioè da un cancelletto ribassato, una scelta dettata dall’organizzazione per preservare l’integrità della gara tradizionale in programma venerdì, a sua volta seguita dal superG di sabato che chiuderà la tappa.
Gli azzurri in cerca del colpaccio
Saranno otto gli italiani a scendere in pista con l’ambizione di contendere il successo ai big del circuito, primi fra tutti il dominatore della generale e il campione in carica. A guidare la spedizione azzurra, della quale fanno parte, tra gli altri, Florian Schieder e Mattia Casse, c’è Dominik Paris, atleta che con questo pendio ha un legame profondo, quasi simbiotico, avendone interpretato le insidie e le possibilità come pochi altri. “Sulla Saslong tutto è possibile”, ha affermato Paris, il quale, pur nella consueta cautela del veterano, non nasconde la speranza che “l’Italia sia davanti” al termine di una giornata che si prospetta ricca di emozioni. La sua conoscenza del tracciato, unita alla forza che lo ha sempre contraddistinto nei tratti più impegnativi, lo candida a un ruolo da protagonista, mentre i tecnici hanno lavorato con i più giovani, come Giovanni Franzoni e Nicolò Molteni, per affinare la linea di discesa e la gestione della velocità pura.
La sfida tecnica sulla pista “ridotta”
La decisione di correre la discesa di recupero dalla partenza breve, una variante che accorcia il tracciato e modifica leggermente la successione delle sollecitazioni per i corridori, impone un approccio tattico differente. I concetti espressi dagli atleti azzurri nelle dichiarazioni tecniche alla vigilia evidenziano proprio questa necessità di adattamento: la ricerca di una traiettoria “il più possibile chiusa”, per limitare la dispersione di metri, e la capacità di “tenere la velocità” nei settori chiave divengono elementi ancor più determinanti. Una sfida nella sfida, dunque, che metterà alla prova non solo il coraggio ma anche la freddezza analitica degli sciatori, chiamati a esprimere il massimo in un contesto leggermente diverso da quello della Saslong classica, la cui versione integrale sarà invece protagonista assoluta venerdì, quando si disputerà il 58° Saslong Classic.
Il via si avvicina tra tradizione e novità
L’atmosfera che si respira in val Gardena è, come di consueto, elettrica, carica di quell’attesa che solo le piste leggendarie sanno generare. L’annullamento della prova di oggi, dovuto ancora una volta al meteo capriccioso, non ha intaccato l’operosità degli organizzatori, i quali hanno garantito la perfetta preparazione del manto nevoso per garantire regolarità e sicurezza. Il pubblico, che tradizionalmente affolla le pendici del tracciato, avrà dunque modo di assistere a due discese libere in due giorni, un autentico regalo per gli amanti della specialità. Per gli azzurri, l’obiettivo è sfruttare il fattore campo, quel sostegno caloroso che dalle sponde della pista può tradursi in un’energia in più nel momento decisivo, quando le decisioni si prendono in centesimi di secondo e la concentrazione deve essere assoluta.




