La Saslong chiama, risponde Dominik Paris: nella discesa sprint di Val Gardena l'Italia punta al colpaccio

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La nebbia, che talvolta avvolge i pendii dell’Alto Adige, questa volta sembra volersi diradare per lasciare spazio alla pura competizione. Giovedì 18 dicembre, con inizio fissato alle 11.45, il circo bianco della Coppa del Mondo di sci alpino riaccende i riflettori sulla leggendaria Saslong di Val Gardena, teatro di una discesa libera atipica che va a recuperare la prova cancellata a Beaver Creek. Una gara “sprint”, come la definiscono gli addetti ai lavori, che partirà da un cancelletto ribassato rispetto alla versione integrale del tracciato, riservata invece alla classica del giorno seguente. Una scelta tecnica che, se da un lato condensa l’azione, dall’altro non sminuisce l’attesa per uno spettacolo in cui la velocità si fa geometria pura e ogni centesimo di secondo viene conteso. L’atmosfera, nonostante il meteo incerto che caratterizza la stagione, è carica di aspettative, soprattutto per la spedizione azzurra che schiera otto atleti con l’ambizione di insidiare i grandi favoriti della vigilia.

I colori dell'Italia in pista e le strategie per la velocità

Sul fronte italiano, gli occhi sono puntati su Dominik Paris, atleta che ha scritto pagine di storia proprio su questo pendio e che sogna un ennesimo colpo di scena di fronte al pubblico che più lo acclama. Al suo fianco, una squadra compatta che include nomi del calibro di Florian Schieder e Mattia Casse, quest’ultimo designato ad aprire il fuoco con il pettorale numero 1, insieme a Guglielmo Bosca – seppur alle prese con qualche acciacco – Giovanni Franzoni, Christof Innerhofer, Nicolò Molteni e Benjamin Alliod, vincitore di una selezione interna. Assenti, invece, Luca De Aliprandini e per questa prova Simon Maurberger, mentre Alex Vinatzer sarà al via venerdì nel superG. La strategia, come suggerito dai tecnici, ruota tutta attorno alla capacità di mantenere una traiettoria il più possibile chiusa e di conservare la spinta, elementi fondamentali in un tracciato che, seppur accorciato, non perdona la minima esitazione.

Il quadro internazionale e i big della disciplina

Dall’altro lato del cancelletto di partenza, la concorrenza si presenta agguerritissima, a partire dal dominatore della generale Marco Odermatt, che indosserà il pettorale rosso numero 14, preceduto in pista proprio da Paris. Tra gli avversari da tenere d’occhio spiccano Ryan Cochran-Siegle, sempre insidioso nelle prove veloci, e lo svizzero Lars von Allmen, alla ricerca di un riscatto dopo prestazioni altalenanti. Notevole, infine, l’assenza nell’équipe austriaca del rientrante Max Franz, decisione che priva la gara di un ulteriore elemento di interesse ma che dimostra, qualora ce ne fosse bisogno, quanto la composizione delle squadre sia soggetta a valutazioni tecniche spesso spietate.

Appuntamento tra tradizione e modernità

L’evento di giovedì, dunque, non è solo una tappa del calendario ma un concentrato di narrazione sportiva, dove la tradizione del Saslong Classic – giunto alla 58ª edizione – si fonde con le esigenze moderne di un circuito globale che deve far fronte ai capricci del clima. La gara sarà trasmessa in diretta televisiva e in streaming, offrendo agli appassionati la possibilità di seguire ogni evoluzione. Mentre gli sciatori ispezionano il tracciato e affinano la loro preparazione, resta la consapevolezza che sulla Saslong, come ebbe a dire in passato un campione, può davvero succedere di tutto, trasformando un singolo run in un’istantanea di coraggio e precisione che entra a far parte della storia di questo sport.

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