Maggio instabile a Milano e in Lombardia, l’esperto spiega perché l’estate può aspettare

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Che la primavera, si sa, sia stagione capricciosa, ma quel che sta accadendo tra fine aprile e i primi giorni di maggio nel capoluogo lombardo e nell’intera regione – con un’alternanza quasi scomposta di rialzi termici seguiti da repentini crolli del termometro – ha indotto i meteorologi a escludere, almeno per il momento, qualsiasi ipotesi di un ingresso anticipato della bella stagione. Le piogge, infatti, non solo non accennano a diminuire, ma potrebbero accompagnarci per diverse settimane ancora, come spiega Davide Sironi, meteorologo di 3B Meteo, intervenuto a Mi-Tomorrow. Secondo l’esperto, in questa prima metà di maggio stiamo assistendo a un mutamento della circolazione atmosferica piuttosto netto: l’afflusso di correnti fresche e umide di origine nord-atlantica, destinate a interessare a più riprese l’Europa centro-occidentale e l’Italia, sta di fatto bloccando ogni velleità estiva. Ne consegue un quadro meteo-climatico dove l’instabilità diventa la regola, non l’eccezione.

Allerta della protezione civile, temporali al Nord e allagamenti in Toscana

Le conseguenze di questa configurazione si vedono già all’opera, e non soltanto in Lombardia. Qualche giorno fa – e qui il dato diviene cronaca – si sono registrati allagamenti in Toscana, con un’ondata di maltempo che risulta in estensione verso l’Umbria. Dalle prime ore di domani, mercoledì 6 maggio, sono previsti temporali organizzati su Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria e nuovamente Toscana. I fenomeni, secondo quanto si legge in un avviso della Protezione civile, saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate e una frequente attività elettrica, tale da rendere consigliabile la massima attenzione agli spostamenti. Per questo motivo è stata valutata per la giornata di domani un’allerta arancione per rischio idrogeologico: riguarda due settori nord-occidentali della Lombardia, l’intero Piemonte e la Liguria, ma anche l’intero territorio di Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Lazio. Una estensione geografica piuttosto ampia, che lascia intendere la forza del sistema depressionario di origine atlantica.

Allerta gialla in Emilia-Romagna, criticità sui fiumi e temporali a Parma

Scendendo più nel dettaglio delle singole regioni, l’Emilia-Romagna si trova a gestire una situazione complessa, sebbene con un livello di allerta inferiore rispetto ad altre aree. Per domani è stata infatti diramata un’allerta meteo di colore giallo per l’intera regione – si legge sul sito ufficiale gestito dall’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile insieme ad Arpae – e questo significa che anche il territorio di Parma rientra nella zona di attenzione. Le criticità segnalate riguardano nello specifico le possibili piene dei fiumi e i temporali: due fattori che, combinandosi, possono generare locali allagamenti e disagi alla viabilità. Non si tratta, in questo caso, di una situazione emergenziale paragonabile a quella toscana, ma la vigilanza resta alta.

Una vasta area depressionaria atlantica spinge piogge e temporali sul centro-nord

Il dipartimento della Protezione Civile ha diffuso un nuovo avviso per condizioni meteorologiche avverse, confermando una fase di spiccato maltempo su gran parte della Penisola. La dinamica è ormai chiara: una vasta area depressionaria di origine atlantica sta convogliando flussi umidi e instabili verso l’Italia, alimentando una serie di sistemi frontali che interesseranno principalmente le regioni settentrionali e quelle centrali. Nessuna regione del Nord, fatta eccezione per le Alpi orientali forse meno esposte, sembra poter evitare il passaggio di queste perturbazioni. L’ultimo bollettino di criticità individua la situazione più delicata in Toscana, dove l’allerta arancione per rischio idrogeologico è stata attivata su alcuni settori nord-occidentali, in particolare nelle aree del Serchio e della Versilia. Sono zone già provate in passato da eventi simili, e la combinazione tra terreni saturi e nuove precipitazioni violente rappresenta un elemento di fragilità oggettiva.

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