Benzina e diesel, il taglio delle accise scade il primo maggio: prezzi pronti a saltare

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La misura che da marzo tiene un cappio attorno ai listini di benzina e gasolio, quel taglio delle accise da 24,4 centesimi al litro più volte prorogato e sempre rimasto in bilico, scadrà ufficialmente il prossimo primo maggio. E con ogni probabilità, nessuno – almeno per ora – si prepara a rinforzare quel nodo. Il governo, che lo aveva introdotto per arginare l’ondata speculativa sui prezzi energetici e alleggerire il carico su famiglie e imprese, si trova ora a dover gestire una scadenza che rischia di trasformarsi in una stangata silenziosa, proprio mentre le pompe di benzina cominciano a registrare i primi fibrillazioni tra gli automobilisti.

Un rincaro annunciato che pesa sul diesel

La preoccupazione, a essere sinceri, non è affatto omogenea tra i due carburanti: mentre la benzina registra un incremento – seppur contenuto, attorno al 2% – rispetto ai valori del 2025, il diesel è letteralmente schizzato, toccando un +30% nello stesso arco temporale. Una forbice che rischia di ampliarsi ulteriormente se il primo maggio si tornerà al prezzo pieno, senza lo sconto fiscale di quei 24,4 centesimi. Il Codacons, che ha messo nero su bianco le stime dei flussi, parla di circa 95 milioni di spostamenti tra il 25 aprile e il 3 maggio: una marea di veicoli che si muoverà lungo la rete stradale e autostradale italiana, pagando mediamente un pieno di diesel 23 euro in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

La primavera più cara per chi viaggia: 1,4 miliardi di spesa extra

Numeri che non lasciano spazio a fraintendimenti: la spesa complessiva per i rifornimenti, nel solo intervallo compreso tra il ponte del 25 aprile e quello del primo maggio, sarà superiore di circa 1,4 miliardi di euro rispetto al 2025. Una cifra, quest’ultima, che restituisce l’idea dell’impatto concreto sui portafogli degli automobilisti, molti dei quali – magari approfittando dei fine settimana lunghi – si troveranno a fare i conti con un caro-carburante che non accenna a rallentare. Il Codacons ha elaborato questi dati incrociando i movimenti previsti con i listini attuali, e il risultato è una fotografia impietosa: se il taglio delle accise non verrà nuovamente prorogato, il rialzo sarà immediato e visibile già dalle prime ore del primo maggio.

Il pressing per una proroga e la scadenza che incombe

Non a caso, si moltiplicano in queste ore le richieste – provenienti da più parti – per un’ulteriore proroga della misura. Nessuna certezza, però, filtra dai palazzi romani, dove il nodo delle coperture finanziarie resta aperto. E intanto, chi si metterà in viaggio per i ponti di primavera dovrà farci i conti con un dato di partenza già pesante: un pieno di diesel, come detto, costa quasi un terzo in più rispetto a dodici mesi fa. E senza lo sconto fiscale, quella forbice diventerebbe un abisso.

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