Eredità Agnelli, il gip esclude Margherita come parte civile contro John Elkann

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La richiesta di Margherita Agnelli di costituirsi parte civile contro il figlio John Elkann nel procedimento penale sulla successione di Marella Caracciolo è stata respinta. Lo ha deciso il gip del Tribunale di Torino alla ripresa dell'udienza preliminare, accogliendo solo parzialmente l'istanza presentata dalla figlia dell'Avvocato. Margherita Agnelli era assistita dall'avvocato Dario Trevisan e aveva quantificato in 1,3 milioni di euro il danno morale e d'immagine lamentato in relazione ai reati di truffa ai danni dello Stato e frode fiscale contestati al presidente di Exor.

La decisione del giudice

Il giudice ha stabilito che Margherita Agnelli non ha titolo per costituirsi parte civile nei confronti del figlio, ritenendo che la costituzione non possa essere uno strumento per inserire nel processo penale quelli che la difesa di Elkann ha definito «insondabili rancori personali». L'avvocato Paolo Siniscalchi, del team legale che assiste il presidente di Stellantis, ha commentato la decisione definendola «condivisibile» e ha aggiunto: «C'è da chiedersi il motivo di un esposto per fatti di reato che non hanno causato nessun tipo di danno a chi l'ha presentato».

La richiesta di risarcimento riguardava esclusivamente il danno non patrimoniale, ovvero morale, e non quello patrimoniale.

L'ammissione parziale nel processo per falso

Diversa la sorte per il segmento del procedimento che coinvolge il notaio Remo Morone e il commercialista di famiglia Gianluca Ferrero. Nei loro confronti Margherita Agnelli è stata ammessa come parte civile in relazione al reato di falso in atto pubblico, contestato in merito al deposito di alcuni atti legati alla composizione della società Semplice Dicembre, la cassaforte che consente ai maggiori figli di Margherita il controllo dell'impero di famiglia.

Secondo l'accusa, la dichiarazione sull'assetto della Dicembre sarebbe stata trasmessa alla Camera di Commercio di Torino con diciassette anni di ritardo e con due date non corrispondenti al vero. Il legale di Margherita Agnelli, Dario Trevisan, ha espresso soddisfazione per l'ammissione in questo ramo del procedimento e ha sottolineato che è stata accolta l'eccezione relativa alla contestazione di un'aggravante.

Il quadro dell'inchiesta

Il procedimento nasce dall'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Marco Gianoglio e dai sostituti Mario Bendoni e Giulia Marchetti sulla presunta residenza fittizia in Svizzera di Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli, mantenuta secondo gli inquirenti per eludere le norme fiscali italiane sulle successioni. Al centro dell'impianto accusatorio vi è la gestione della residenza della donna, che stando alla ricostruzione della procura sarebbe stata dichiarata in Svizzera dal 2010 al 2019 quando in realtà era a Torino.

John Elkann risponde dei reati di truffa aggravata ai danni dello Stato e frode fiscale in relazione alle dichiarazioni fiscali di Marella Caracciolo. Le presunte dichiarazioni infedeli riguardano i redditi del 2018 e dei primi tre mesi del 2019. Secondo gli inquirenti, la simulazione avrebbe permesso di mettere a segno un'evasione Irpef da 248,5 milioni di euro e di nascondere all'Agenzia delle Entrate una massa ereditaria del valore di circa un miliardo di euro.

Le richieste di patteggiamento e messa alla prova

Nel corso del procedimento erano maturate le richieste di definizione anticipata da parte degli imputati. John Elkann, dopo aver versato all'erario 183 milioni di euro, aveva chiesto di accedere alla messa alla prova. Gianluca Ferrero aveva invece proposto un patteggiamento con una pena pecuniaria di 73 mila euro. Nonostante l'assenso iniziale della Procura, il giudice aveva dato parere negativo e disposto per entrambi l'imputazione coatta.

Il commercialista, che ricopre anche la carica di presidente della Juventus, risponde a vario titolo degli stessi reati fiscali contestati a Elkann, oltre al falso in concorso con il notaio. Il quadro delle contestazioni è stato oggetto di riunificazione dei fascicoli originariamente separati.

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