Bonus barriere architettoniche, una porta che si chiude: dal 2026 cambiano le regole
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Redazione Economia
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Con il definitivo tramonto del 2025, si è chiusa anche la possibilità di accedere al cosiddetto bonus barriere architettoniche nella sua formulazione più vantaggiosa, quella che prevedeva una detrazione fiscale pari al 75% della spesa sostenuta. A differenza di altre agevolazioni legate all'edilizia, infatti, questo specifico incentivo – concepito per favorire l'eliminazione degli ostacoli fisici che limitano la mobilità all'interno e all'accesso degli edifici – non ha beneficiato di alcuna proroga legislativa, venendo meno a partire dal primo gennaio dell'anno in corso. Una scadenza, questa, che impone una riorganizzazione delle strategie per tutti coloro i quali, privati o condomini, avessero in programma interventi di tale natura ma non li avessero ancora avviati o conclusi entro il termine fatidico.
Il nuovo quadro normativo e il ricorso al bonus ristrutturazioni
La cessazione dell'agevolazione dedicata, tuttavia, non significa che sia venuto meno ogni sostegno fiscale per opere finalizzate all'abbattimento delle barriere architettoniche. Il legislatore, infatti, ha previsto che tali lavori possano comunque essere inseriti nel perimetro più ampio del bonus ristrutturazioni, il quale permane quale strumento principale per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sugli immobili. È bene sottolineare, però, come questo passaggio comporti una variazione sostanziale nell'aspetto economico dell'operazione: l'aliquota di detrazione, infatti, scende dal 75% precedentemente in vigore al 50% caratteristico del bonus ristrutturazioni, con un impatto diretto e non trascurabile sulla convenienza finale dell'investimento.
Le insidie per i lavori in corso e il nodo dell'asseverazione
La transizione normativa riserva particolare attenzione – e non poche criticità – a quanti abbiano iniziato i lavori nello scorso anno senza però averli portati a compimento entro il 31 dicembre. Per costoro, infatti, si pone una questione procedurale di non poco conto. La normativa prevede, quale condizione essenziale per fruire dell'aliquota agevolata del 75% anche per le spese già sostenute nel 2025, che l'intervento sia stato ultimato e che ne sia stata ottenuta l'asseverazione, ovvero la certificazione tecnica che attesta il rispetto di tutti i requisiti di accessibilità previsti dalla legge. Senza questo documento, che per sua natura può essere rilasciato solo a conclusione materiale dei lavori, non è possibile accedere alla detrazione più alta neppure per la parte di spesa già effettuata, con il rischio concreto di vedersi riconosciuta solo la percentuale inferiore del 50% per l'intero importo.
Lo scenario degli altri incentivi: tende e sicurezza
Mentre il capitolo del bonus barriere architettoniche si chiude con questa rimodulazione, altre agevolazioni continuano a offrire opportunità per il miglioramento dell'abitazione. È il caso, ad esempio, dell'Ecobonus, che per il 2026 riconferma la sua attenzione verso interventi in grado di aumentare l'efficienza energetica degli edifici. Al suo interno trovano ancora spazio le spese per l'installazione di schermature solari, come tende da sole o pergole bioclimatiche, per le quali è prevista una detrazione che può raggiungere il 50%, a patto di rispettare precisi requisiti tecnici e di conservare la necessaria documentazione. Parallelamente, anche gli interventi volti a incrementare la sicurezza degli immobili, come la sostituzione di serramenti o l'installazione di sistemi di allarme, continuano a essere incentivati, sebbene non attraverso un bonus autonomo ma sempre nell'ambito del già citato bonus ristrutturazioni, che si conferma così come il contenitore fiscale più versatile per il settore.




