Gli Internazionali di tennis portano il tutto esaurito negli hotel, mentre il Foro Italico si rifà il look in attesa dello “Slam”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il countdown per l’83esima edizione degli Internazionali Bnl d’Italia è entrato nel vivo, e la macchina organizzativa – complice un movimento tennistico che naviga in acque finanziarie fino a poco tempo fa inimmaginabili – registra già il tutto esaurito sul fronte ricettivo. A ridosso dell’avvio, fissato per il 28 aprile, il comparto alberghiero della Capitale sfiora un tasso di riempimento del 90%, un dato che, raccontando meglio di qualsiasi proclama la portata dell’evento, fotografa un fenomeno che travalica i confini del singolo sport: le suite sono prenotate, le strutture extralberghiere come bed & breakfast e case vacanza arrancano invece rispetto a questo ritmo, lasciando intendere una preferenza per i servizi tradizionali tra il pubblico internazionale accorso per assistere ai match al Parco del Foro Italico.

Questo fermento, tuttavia, non è che la punta dell’iceberg di una strategia ben più ambiziosa orchestrata dalla Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP). Con un fatturato record di 243,5 milioni di euro alle spalle – primato assoluto nella storia dello sport nazionale – il presidente Angelo Binaghi ha tracciato una linea chiara durante la presentazione del torneo: l’obiettivo dichiarato, che va ben oltre la semplice gestione dell’evento, è quello di trasformare Roma in una candidata credibile per ospitare il quinto torneo del Grande Slam. Un sogno, quest’ultimo, che il dirigente insegue senza mezzi termini, consapevole che la finestra temporale favorevole all’Italia potrebbe non ripresentarsi per decenni.

Restyling da 160 milioni e l’assalto al miliardo di euro

A sostenere questa corsa verso l’élite del tennis mondiale non poteva mancare un imponente intervento infrastrutturale, già visibile nella nuova veste del Foro Italico. Gli spettatori che affolleranno gli spalti dal 28 aprile al 17 maggio si troveranno davanti un sito rinnovato, dove spicca la Grand Stand Arena – rinominata BNP Paribas Arena – collocata all’interno dello Stadio dei Marmi, la cui capienza è stata spinta fino a superare i settemila posti. L’investimento complessivo, che tocca quota 160 milioni di euro e include la riconversione di aree asfaltate in spazi verdi, è parte di un masterplan che guarda al 2028, data entro la quale si punta a consegnare alla città un Campo Centrale dotato di copertura fissa e capienza ampliata.

Numeri da capogiro e wild card per la nuova generazione

Sul fronte puramente commerciale, i numeri diffusi dalla Fitp confermano un’edizione da record: con 220mila biglietti già staccati a un mese dall’inizio (una crescita dell’8,6% rispetto al 2025), Binaghi ha fissato tre traguardi concreti. Il primo è il superamento delle 400mila presenze complessive, nonostante le temporanee limitazioni di capienza del Centrale; il secondo è il raggiungimento di un impatto economico sul territorio di un miliardo di euro, un risultato che la Federazione intende ottenere senza chiedere un euro di contributo statale. Il terzo, forse il più atteso dal pubblico di casa, è la conquista del titolo maschile – un tabù che resiste dai tempi di Adriano Panatta nel lontano 1976 – anche grazie a un manipolo di wild card che include nomi come Matteo Berrettini, Mattia Bellucci e il giovanissimo Federico Cinà, a testimonianza di un vivaio che non smette di produrre talenti.

L’eredità di Pietrangeli e le ricadute sulla città

L’edizione di quest’anno, inevitabilmente, porta con sé il peso emotivo della recente scomparsa di Nicola Pietrangeli, il grande campione che per decenni ha incarnato i valori della rinascita tennistica italiana; la competizione riparte idealmente proprio dalla sua eredità, in un contesto che ha visto la FITP crescere a dismisura, tanto da annoverare ormai 6,2 milioni di praticanti, colmando il divario con sport tradizionalmente più radicati. Nel frattempo, la macchina organizzativa si coordina con le istituzioni locali per gestire la logistica di fine settimana particolarmente caldi: non si esclude infatti che domenica 17 maggio – giorno delle finali – si debba incastrare il calendario con un eventuale derby di calcio Roma-Lazio, una sovrapposizione che i vertici della Lega stanno cercando di risolvere per evitare un’eccessiva pressione sulla viabilità del quartiere, replicando la filosofia di sinergia già sperimentata con successo in altre occasioni.

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