L'esordio in Champions di Pio Esposito: una notte da predestinato
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Redazione Sport
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Nella vittoria dell’Inter ad Amsterdam contro l’Ajax, che ha il sapore inconfondibile della doppia firma di Thuram, a emergere con la forza di un’evidenza è stata la prestazione di un ventenne al suo esordio assoluto nel palcoscenico europeo. Francesco Pio Esposito, napoletano di Castellammare e terzo di una dinastia di fratelli calciatori, lanciato dal primo minuto da Chivu in luogo dell’affaticato Lautaro Martinez, ha risposto “presente” con una prova che nulla ha avuto del giovane che soltanto la scorsa stagione militava in Serie B.
La sua gara, costruita su una fisicità imponente – che gli consente di proteggere il pallone, farlo salire e servire i compagni in zona gol – e su una lotta continua per ogni centimetro di campo, ha immediatamente conquistato il plauso unanime della critica. Le principali testate giornalistiche sportive, da la ‘Gazzetta dello Sport’ a ‘Tuttosport’, passando per ‘il Corriere della Sera’ e ‘la Repubblica’, gli hanno attribuito un voto pari a 7, riconoscendogli un impatto immediato e una maturità tattica inconsueta per la sua età.
Dagli studi di Sky Sport, l’analisi di Zvonimir Boban ha aggiunto un ulteriore strato di approfondimento, paragonando le movenze del giovane attaccante a quelle di un classico centravanti di peso quale Edin Dzeko. “Pio Esposito ha le movenze simili a Dzeko, che io conosco da quando era piccolo”, ha osservato l’ex calciatore, pur precisando una differenza sostanziale nella velocità pura, elemento che, come egli stesso ha ricordato, “nel calcio non si può migliorare tanto”.




