Pio Esposito, il predestinato che Gattuso può lanciare dal primo minuto contro l’Irlanda del Nord
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Redazione Sport
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Il giorno dei giorni, per la Nazionale di Rino Gattuso, s’avvicina a larghi passi. Dopo quasi sei mesi dalla sfida persa contro la Norvegia a San Siro e dal sorteggio che ha certificato le nostre avversarie nel playoff UEFA, la selezione azzurra ha iniziato oggi a Coverciano la settimana che dipanerà tutti i dubbi dell’Italia pallonara. Sarà questo il crocevia, una semifinale che sa già di dentro o fuori, per capire se gli azzurri – dopo le mancate partecipazioni ai tornei di Russia e Qatar – torneranno a giocare la fase finale di un Mondiale. In questa vigilia, a catalizzare l’attenzione, è il nome di un ventunenne che ha trasformato l’attesa in certezza: Pio Esposito.
L’urlo di Jacobelli e lo stato di grazia del centravanti
Xavier Jacobelli, intervenuto ai microfoni di Sky Sport, non ha avuto dubbi nel rintracciare il terminale offensivo su cui fare affidamento per la decisiva sfida contro l’Irlanda del Nord. “Se schiererei Esposito titolare? Sì, assolutamente sì”, ha tagliato corto il noto opinionista, sottolineando come il giovane attaccante viva uno stato di grazia difficilmente replicabile. Un momento di forma, questo, che ha avuto ripercussioni tangibili anche sul fronte della corsa scudetto: per fortuna dell’Inter, in assenza di Lautaro Martinez, se non ci fosse stato Pio Esposito con i suoi gol così importanti e pesanti, la situazione per la capolista sarebbe diventata ancor più problematica. Una circostanza, quella della prolificità sotto porta, che ne fa un’arma potenzialmente decisiva nelle mani del commissario tecnico.
Gattuso incantato, l’arma in più per l’assalto azzurro
Non è un’occasione che bussa alla porta, semmai è il detonatore che può buttarla giù. Con queste parole, nel descrivere il rientro del ragazzo nella Casa Azzurra, si è sintetizzata l’idea di un attaccante che non si limita a chiedere una chance, ma che pretende di averla già meritata. Pio Esposito si riaffaccia al centro tecnico di Coverciano con modi gentili ed eloquio garbato, ma anche con le vigorose credenziali di un finalizzatore impossibile da ignorare. Due gol nelle ultime due partite con l’Inter – l’ultimo dei quali domenica sera a pochi chilometri proprio dal quartier generale della Nazionale – uniti ai tre centri nelle cinque presenze in azzurro distribuiti diligentemente durante l’autunno, rappresentano una tentazione della quale Gattuso vuole tenere conto già in vista della semifinale playoff. La sensazione è che l’ex tecnico del Milan abbia individuato in lui l’uomo su cui costruire l’assalto alla difesa nordirlandese.
Il borsino della vigilia tra certezze e voglia di riscatto
Nell’economia di una partita secca, dove l’errore si paga con l’eliminazione, il ct deve dosare le energie e le scelte. Se Pio Esposito e Politano rappresentano i calciatori in stato di grazia più evidente – uno per la capacità di finalizzare, l’altro per la costanza nel rendersi pericoloso – dall’altra parte del campo ci sono giocatori come Barella e Locatelli, a caccia di un riscatto personale dopo prestazioni altalenanti con i rispettivi club. Una condizione, quella del centrocampo, che Gattuso sta valutando con attenzione per garantire alla linea offensiva il giusto rifornimento. Non si tratta, in questo caso, di preferenze tecniche dettate dal momento, ma di equilibri: servono muscoli per reggere l’urto iniziale degli avversari e qualità per non dover rimandare ancora una volta il sogno mondiale.
L’attesa per la svolta dopo le mancate qualificazioni
Il conto alla rovescia per Italia-Irlanda del Nord è ormai scaduto nei giorni, e l’intero movimento calcistico guarda a questa finestra con l’ansia di chi sa che non c’è più margine di errore. Le mancate qualificazioni ai Mondiali russi e a quelli qatarioti hanno lasciato un solco profondo, una ferita che solo il ritorno nella fase finale di un torneo iridato potrebbe ricucire. In questo scenario, la gestione di una risorsa come Esposito diventa più di un semplice esercizio tattico: è la dichiarazione d’intenti di un ct che, dopo sei mesi di lavoro e riflessioni, sembra aver trovato nella freschezza e nella determinazione del giovane interista la scintilla per cambiare il corso della storia recente degli azzurri.




