La Roma scopre l’arma letale: tripletta di Malen, e il Pisa si arrende alla legge dell’efficienza
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Redazione Sport
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Quando la sostanza prevale sulla forma, il calcio smette di essere un’arte per trasformarsi in un verdetto statistico. È quanto accaduto all’Olimpico, dove la Roma ha liquidato il Pisa con un secco 3-0 firmato Donyell Malen, un punteggio che, per quanto netto, fotografa solo parzialmente l’andamento di una gara sporca, nervosa e decisa da episodi concreti. L’olandese, arrivato a gennaio dall’Aston Villa, ha scolpito la sua prima tripletta in Serie A, regalando ai giallorossi non solo tre punti pesanti in ottica Champions, ma anche un aggancio alla Juventus a quota 57. La classifica, seppur fluida in attesa dei recuperi delle dirette concorrenti, sorride a Gian Piero Gasperini, che vede il quarto posto distante ora un solo punto.
Dall’altra parte della barricata, Oscar Hiljemark ha dovuto fare i conti con l’amarezza di una prestazione, a suo dire, tutto sommato positiva vanificata da ingenuità difensive letali. «Hanno fatto tre tiri e tre gol», ha ripetuto il tecnico del Pisa a fine partita, quasi a voler trovare un senso logico in una sconfitta che rischia di complicare ulteriormente la corsa salvezza dei toscani. Se la squadra di Gasperini cerca la velocità di crociera per il rush finale, quella nerazzurra affonda nelle proprie disattenzioni, con l’Olimpico che diventa teatro dell’ennesima conferma: in questo campionato, la Roma ha imparato a colpire senza bisogno di giocare bene per novanta minuti.
L’efficienza glaciale di Malen e il record che profuma di Batistuta
La cronaca, se così vogliamo chiamarla, è impietosa per il Pisa ma esaltante per il centravanti olandese. La rete del vantaggio, arrivata dopo soli centoventi secondi, porta già la firma dell’errore avversario: Caracciolo perde un pallone sanguinoso sulla trequarti, Malen ringrazia e, con un movimento secco, supera Semper. Non è ancora finita, perché il raddoppio matura al termine di una mischia in area generata da una disattenzione di Touré, dove il numero 14 della Roma si trova il pallone tra i piedi quasi per caso, spingendolo in rete sul finire del primo tempo. La ciliegina sulla torta, quella che spegne ogni velleità di rimonta, arriva nella ripresa: Soulé pesca l’olandese sul filo del fuorigioco, e il destro al volo non dà scampo al portiere avversario.
Numeri alla mano, Donyell Malen è entrato di diritto in un club esclusivo. Dieci reti nelle prime dodici presenze in maglia giallorossa, un ruolino di marcia che apparteneva, fino a ieri, soltanto a Gabriel Omar Batistuta. «L’ho osservato molto, sono orgoglioso», ha confidato l’attaccante, consapevole di aver eguagliato un pezzo di storia del club. È un dato che pesa come un macigno sulla difesa del Pisa, ma che racconta anche una verità sull’identità di questa Roma: non una squadra straripante, magari, ma una macchina capace di produrre gol con un tasso di conversione spaventoso.
L’analisi spietata di Hiljemark e la domenica storta del Pisa
Se dalla parte della Roma c’è l’euforia per il bottino pieno, dalla panchina ospite sale la frustrazione di chi vede la prestazione tradita dal risultato. Oscar Hiljemark ha provato a tenere alta la testa, elogiando l’orgoglio dei suoi ragazzi, ma la realtà è che il Pisa esce dall’Olimpico con le ossa rotte e la classifica che piange. «Non si possono regalare due gol in Serie A», ha tuonato l’allenatore, sottolineando come la fase difensiva sia stata semplicemente troppo remissiva sugli episodi chiave.
Il dato citato da Hiljemark – tre tiri, tre gol – non è solo una scusante, ma una condanna. Perché la Roma, nonostante qualche sbandamento di troppo e un possesso palla non sempre dominante, ha dimostrato una ferocia sotto porta che mancava da tempo. I toscani, invece, hanno pagato a caro prezzo l’approccio timido e quegli errori individuali che, in questo momento della stagione, diventano condanne senza appello. Ora la strada verso la salvezza si fa erta, mentre la testa corre già alla prossima giornata, dove Gasperini ospiterà l’Atalanta in quella che profuma già di spareggio per l’Europa.




