Chi l'ha visto?, Giorgia Cardinaletti dice no alla Rai. Iannacone: "Nessun contatto"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il dopo Sciarelli si tinge di giallo, ma non per i casi di cronaca che da decenni animano lo schermo di Rai 3. Mentre Federica Sciarelli si appresta a lasciare la conduzione di Chi l'ha visto? dopo una vita passata a dare voce ai desaparecidos e ai familiari delle vittime, il toto-nomi per la successione tiene banco negli studi di Viale Mazzini. Se il nome di Domenico Iannacone sembrava aver preso il largo, complice anche un endorsement pesante come quello di Carlo Freccero, è il diretto interessato a spegnere gli entusiasmi con una secca smentita.

E dall’altra parte, quella che sembrava la candidatura più naturale per profilo e provenienza, ovvero Giorgia Cardinaletti, avrebbe già fatto sapere alla direzione di non essere disponibile a raccogliere quella che lei stessa definisce un’eredità pesante.

Il retroscena su Giorgia Cardinaletti e il rifiuto all'eredità di Sciarelli

Il nome della giornalista del Tg1, volto noto del telegiornale della sera e firma di spicco dell’informazione Rai, circola con insistenza tra gli addetti ai lavori ormai da diversi giorni. Per molti osservatori, la Cardinaletti rappresenterebbe il profilo ideale per subentrare a Sciarelli: cronista di razza, abituata a gestire la diretta e a muoversi tra i palazzi del potere e le strade della cronaca. Eppure, a quanto pare, la stessa giornalista avrebbe già rispedito al mittente le avances della Rai, o almeno le pressioni di chi la vorrebbe al timone dello storico programma del terzo canale.

Secondo indiscrezioni raccolte negli ambienti di Viale Mazzini, Giorgia Cardinaletti avrebbe risposto con un no piuttosto netto, motivato non tanto da questioni contrattuali o da screzi con l’azienda, quanto da una riflessione più profonda sul peso specifico di un programma come Chi l'ha visto?. Una trasmissione che non è solo un contenitore televisivo ma un’istituzione, un servizio pubblico che richiede un investimento emotivo e professionale che forse, nelle intenzioni della giornalista, mal si concilia con il suo attuale ruolo di inviata e conduttrice del Tg1.

La Cardinaletti, insomma, non si sentirebbe pronta a fare quel salto, o più semplicemente non lo desidererebbe, lasciando così aperto uno scenario che sembrava già scritto.

Domenico Iannacone smentisce i rumors: "Nessun contatto con la Rai"

Se Giorgia Cardinaletti rappresenta il fronte del possibile ma del negato, dall’altra parte c’è chi è stato addirittura indicato come il prescelto e si è affrettato a smentire. Nei giorni scorsi, il nome di Domenico Iannacone era emerso con prepotenza, alimentato anche da un intervento di Carlo Freccero su Radio24, dove l’ex direttore di Rai 3 aveva caldeggiato l'idea di un suo passaggio al programma del servizio pubblico. Freccero, che con Iannacone aveva già collaborato ai tempi di Che ci faccio qui, lo aveva indicato come l'uomo giusto per traghettare Chi l'ha visto? in una nuova era.

Ma il conduttore molisano, ospite di un'altra trasmissione radiofonica, ha messo subito i puntini sulle "i", spiegando che non c'è alcuna trattativa in corso. "Non ho avuto nessun contatto con la Rai in merito a Chi l'ha visto?", ha dichiarato Iannacone, definendo la voce "una provocazione nata da un accostamento televisivo" e ribadendo che la sua strada al momento non incrocia quella del programma di Rai 3.

La sua, peraltro, è una posizione che non lascia spazio a fraintendimenti: nonostante la stima reciproca con Freccero e le sue indiscutibili doti di narratore, Iannacone non si sente il candidato naturale per una trasmissione che vive sulle storie di cronaca e sulle persone scomparse. Anzi, ha tenuto a precisare di ritenere che ci siano "tanti colleghi più accreditati" di lui, con un'esperienza specifica nel settore, gettando così un ulteriore velo di mistero su una partita che sembra destinata a durare ancora a lungo.

Le alternative e le strategie di Viale Mazzini

Con due nomi pesanti che escono dal giro, o quasi (visto che in Rai non si chiude mai veramente una porta), la dirigenza di Viale Mazzini deve necessariamente fare marcia indietro e ripensare la strategia. A differenza di quanto accade per altri programmi, dove la macchina mediatica costruisce e distrugge candidati in poche ore, per Chi l'ha visto? il problema è sostanziale.

Non si tratta di trovare un conduttore bravo a intrattenere, ma di individuare un giornalista capace di gestire il dolore, il dramma, la speranza e la disperazione delle famiglie che da anni trovano in quel programma un ultimo appiglio. Una responsabilità che molti, forse anche per questo, preferiscono declinare. La pista più accredidata, al netto degli ultimi sviluppi, sembra quella interna. Potrebbe essere chiamato a raccogliere il testimone un volto già noto del contenitore o uno dei suoi inviati storici, figure che conoscono la macchina organizzativa e il delicato rapporto con il pubblico.

Anche perché il tempo stringe: la nuova stagione autunnale è ormai alle porte e i tempi tecnici per la produzione di una nuova grafica e per l'ambientamento del nuovo conduttore non sono infiniti.

Un'eredità pesante tra gossip e servizio pubblico

Tuttavia, al di là dei nomi e delle smentite, resta un dato di fondo che emerge dalle parole di tutti gli interessati. Che si tratti di Giorgia Cardinaletti, che rifiuta per non gravare su quella che lei stessa percepisce come un'eredità pesante, o di Domenico Iannacone, che pur apprezzando l’accostamento televisivo con Freccero, si smarca da qualsiasi ipotesi di coinvolgimento diretto, il messaggio è chiaro: Chi l'ha visto? non è un programma come gli altri.

Federica Sciarelli non ha solo condotto una trasmissione, ha costruito un rapporto quasi fideistico con il proprio pubblico, diventando un punto di riferimento per chi ha perso una persona cara. Prendere il suo posto significa incarnare quella fiducia, parlare con la stessa autorità e la stessa umanità, spesso in situazioni al limite del sopportabile. Un compito che, evidentemente, spaventa anche i più navigati.

In attesa che la Rai sciolga le riserve, il toto-nomi si riaccenderà certamente su altri profili, ma la sensazione, stando a queste prime battute, è che il vero problema non sia trovare il nome giusto, ma trovare qualcuno disposto a dire "sì".

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