Giorgia Cardinaletti, dalla laurea in lettere a Perugia al palco del Festival di Sanremo

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’annuncio è arrivato con un colpo di scena degno del miglior teatro, e del resto Carlo Conti, si sa, è un abile regista televisivo oltre che conduttore. Era la sera del 21 gennaio, e Giorgia Cardinaletti stava conducendo l’edizione delle 20 del Tg1 quando il direttore artistico del Festival è comparso in video, collegato da Sanremo, per formularle un invito in diretta: quello di affiancarlo, assieme a Laura Pausini, nella serata conclusiva della kermesse, in programma sabato 28 febbraio. La reazione della giornalista, un misto di stupore e incredulità – “Non è uno scherzo?” – ha subito fatto il giro del web, restituendo l’immagine di una professionista preparata ma non per questo immune all’emozione di un palcoscenico così prestigioso -2. Una chiamata, quella di Conti, che ha svelato un altro tassello del mosaico sanremese di quest’anno, ma che ha anche riacceso i riflettori sul percorso di formazione della giornalista marchigiana, un itinerario che dalle aule del liceo classico di provincia l’ha portata fino allo scranno più alto dell’informazione Rai.

Prima di diventare il volto noto dell’edizione serale del telegiornale, e ora co-conduttrice della finale del Festival, Giorgia Cardinaletti ha infatti costruito la sua carriera su solide basi umanistiche. Nata a Fabriano il 23 aprile 1987, dopo aver frequentato il liceo classico statale “Francesco Stelluti” nella sua città, si è trasferita a Perugia per iscriversi all’università -1. La scelta è caduta sulla Facoltà di Lettere, con indirizzo storico, un percorso che avrebbe dovuto fornirle gli strumenti per comprendere le dinamiche profonde della società, quella stessa società che poi avrebbe raccontato da giornalista. La laurea in Lettere, tuttavia, non è stata che il primo passo: è stata infatti la frequentazione della Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia a segnare la sua definitiva conversione professionale, trasformando una solida preparazione culturale in una concreta vocazione al mestiere di cronista -1-3.

Una volta concluso il biennio di specializzazione, per lei si sono aperte le porte della Rai, e il 2012 è l’anno in cui viene iscritta all’albo dei giornalisti professionisti del Lazio, potendo così esordire come inviata per Rai News 24 -2. Da quel momento, la sua carriera ha conosciuto una rapida ascesa, spaziando dall’approfondimento sportivo – con ruoli di primo piano in trasmissioni come Pole Position e La Domenica Sportiva, che l’hanno vista affiancare Alessandro Antinelli fino al 2019 – alla cronaca più serrata, soprattutto durante l’emergenza pandemica, senza dimenticare incursioni nel mondo della cultura e dei costumi sociali con programmi come Via delle storie -5-7. Un percorso variegato, che ha contribuito a farle vincere, nel dicembre 2019, il premio come “Telegiornalista dell’anno” -2.

L’approdo definitivo al Tg1 era avvenuto proprio nell’agosto di quello stesso anno, inizialmente con la conduzione delle edizioni brevi e notturne, per poi passare, nel giugno del 2022, alla poltrona più ambita, quella dell’edizione delle 20, in seguito al riassetto voluto dall’allora direttrice Monica Maggioni -3. Una scalata, la sua, che testimonia una preparazione certosina e una versatilità non comune, capace di coniugare il rigore richiesto dalla notizia con una presenza scenica che ora, sul palco dell’Ariston, dovrà necessariamente misurarsi con i ritmi e le atmosfere di una serata di spettacolo. La sua presenza, in fondo, non è una novità assoluta per chi segue i retroscena della Rai: nel 2020, durante il Festival condotto da Amadeus, aveva già condotto Dentro il Festival su RaiPlay, occupandosi delle conferenze stampa quotidiane e affinando così una certa dimestichezza con le dinamiche della kermesse -2.

Dai banchi del liceo classico alla scrivania del Tg1, un percorso di studi coerente

La domanda su quale scuola abbia frequentato Giorgia Cardinaletti prima di diventare il volto noto del telegiornale trova dunque una risposta precisa e lineare, che parla di un’istruzione classica e di un successivo affinamento universitario. Il percorso post diploma, con la scelta di Lettere a indirizzo storico, non rappresenta un vezzo intellettuale ma una scelta di campo ben precisa: fornirsi degli strumenti critici necessari per interpretare i fatti. La frequenza della scuola di giornalismo di Perugia, considerata un’eccellenza nel panorama formativo italiano, ha poi completato il quadro, fornendole le competenze tecniche per trasformare quella preparazione in un mestiere concreto -1. Una combinazione che, a guardare la sua carriera, ha dato i suoi frutti, permettendole di navigare con disinvoltura tra i diversi generi televisivi, dallo sport all’approfondimento culturale, fino alla cronaca quotidiana.

L’approdo a Sanremo tra palco e televisione, il senso di una scelta

La scelta di Carlo Conti di affidare la conduzione della serata finale a una giornalista del Tg1, per giunta con un retroterra culturale solido come quello della Cardinaletti, può essere letta come un tentativo di portare sul palco dell’Ariston una cifra stilistica diversa, meno legata allo spettacolo fine a sé stesso e più ancorata alla parola e alla sostanza. D’altronde, l’annuncio a sorpresa in diretta nazionale, mentre la diretta del telegiornale scorreva, ha già messo in scena perfettamente questa ibridazione tra informazione e intrattenimento, tra la gravità della notizia e la leggerezza della kermesse canora. Sarà interessante osservare come la sua preparazione, quel bagaglio di studi classici e quella consuetudine con il racconto dei fatti, si tradurranno in una conduzione che dovrà necessariamente essere anche intrattenimento, ma che non potrà prescindere dalla sua identità professionale.

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