Giorgia Cardinaletti, la conduttrice “bivalente” che ha portato la cronaca sul palco di Sanremo tra il terrore delle scale e il ricordo di Cesare Cremonini

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La conduzione della serata finale del Festival di Sanremo, quella del 28 febbraio scorso, ha richiesto a Giorgia Cardinaletti un equilibrio non semplice, e lei stessa lo ha definito con un aggettivo calzante, “bivalente”, nel giorno seguente la kermesse. La giornalista marchigiana, volto ormai familiare del Tg1 delle venti, si è trovata a dover gestire la pressione del debutto sul palco dell’Ariston, un luogo che conosceva bene ma solo dall’altra parte della barricata, dovendo al contempo fare i conti con l’irruzione prepotente della cronaca internazionale. Il sabato del Festival, infatti, è coinciso con l’acuirsi di una crisi in Iran, e la redazione del telegiornale, come ha raccontato lei stessa, lavorava incessantemente mentre lo spettacolo cercava di andare avanti. Carlo Conti, dimostrando la tempestività che gli è propria, ha scelto di affidare proprio a lei, nelle prime battute della serata, il compito di introdurre una riflessione doverosa su quanto stava accadendo fuori dal teatro, un gesto che ha sottolineato il ruolo del servizio pubblico nel saper coniugare intrattenimento e dovere di cronaca senza snaturarsi.

Nata a Fabriano il 23 aprile del 1987, la Cardinaletti ha costruito la sua carriera lontano dai riflettori facili del gossip, a cui pure è stata accostata suo malgrado, prediligendo una gavetta solida che l’ha vista formarsi alla Scuola di Giornalismo di Perugia dopo la laurea in Lettere. Il suo esordio in Rai è avvenuto a RaiNews24, per poi passare a ruoli di maggiore visibilità nel settore sportivo, dove ha condotto trasmissioni come “Pole Position” e, dal 2016 al 2019, la storica “Domenica Sportiva”. Il passaggio al Tg1, nell’estate del 2019, ha segnato la sua definitiva affermazione come professionista dell’informazione, un percorso che l’ha portata a gestire con pacatezza e autorevolezza edizioni cruciali del telegiornale, meritandosi riconoscimenti come il Premio Telegiornalista dell’Anno. La sua riservatezza, del resto, è un tratto distintivo che ha mantenuto anche quando la sua storia d’amore con il cantautore Cesare Cremonini, durata circa due anni e terminata nel 2025, l’ha proiettata involontariamente sulle copertine delle riviste di settore, una relazione di cui restano tracce nelle canzoni di lui ma di cui lei non ha mai fatto oggetto di spettacolo.

Un debutto tra la paura delle scale e la necessità della cronaca

La serata, come ammesso dalla stessa conduttrice in un’intervista all’Adnkronos, è stata “divertente ma anche impegnativa”, e se da un lato il bilancio personale è stato positivo, dall’altro non ha potuto esimersi dal sottolineare con ironia la sua personale vittoria, quella di “non essere caduta dalle scale”, un timore quasi scaramantico che aveva confessato nei giorni precedenti e che, una volta superato, le ha permesso di riderne a posteriori. Quella scale dell’Ariston, simbolo di un mondo patinato e patinato che spesso viene percepito come lontano dalla realtà, sono state per lei un ostacolo minore rispetto alla sfida di dover rappresentare, in diretta nazionale, lo sguardo lucido e partecipe di chi è abituato a maneggiare notizie drammatiche. Il suo ruolo, come ha spiegato, è stato appunto “bivalente” proprio perché chiamato a testimoniare come il festival non fosse una bolla, ma un contenitore capace di aprirsi al mondo, pur mantenendo il suo tono leggero.

Dalla provincia al centro di Roma, il legame con le radici marchigiane

Nonostante la sua vita si svolga ora prevalentemente a Roma, dove si è costruita una carriera e una dimensione affettiva che, secondo voci recenti, potrebbe includere una nuova relazione con il collega Francesco Bechis, il legame con le Marche rimane per lei un ancoraggio fondamentale. La sua famiglia, con un padre che gestiva un negozio di dischi e una madre nel campo delle scienze biologiche, le ha trasmesso quella curiosità intellettuale che l’ha sempre guidata, e la casa d’infanzia a Fabriano rappresenta ancora oggi il suo rifugio sicuro, lontano dal trambusto della capitale e dai riflettori del piccolo schermo. Una riservatezza, la sua, che emerge anche nel modo in cui ha raccontato la sua esperienza sanremese, preferendo concentrarsi sugli aspetti professionali piuttosto che su quelli mondani, come ha fatto notare quando, alla fine della kermesse, ha dichiarato che da lunedì sarebbe tornata dietro la scrivania, al suo mestiere di giornalista, perché, come ha detto a Repubblica, “vengo dalla provincia, sono abituata ai piedi per terra”.

La scelta di Conti e la prospettiva dell’infotainment

Carlo Conti, che l’ha voluta al suo fianco insieme a Laura Pausini e al “disturbatore” Nino Frassica, ha evidentemente apprezzato in lei quella capacità di tenere insieme rigore e umanità, qualità che nella serata dei verdetti, vinta poi da Sal Da Vinci, si sono rivelate preziose. La sua presenza, infatti, ha dato sostanza a quel delicato passaggio in cui il Festival ha dovuto prendere atto di quanto accadeva in Iran, dimostrando che si può fare spettacolo senza essere superficiali. Guardando al futuro, la Cardinaletti non esclude di esplorare ulteriormente il terreno dell’infotainment, un genere che sente affine e che le permetterebbe di coniugare la sua preparazione giornalistica con un registro più comunicativo e popolare, anche se, al momento, la sua priorità resta l’informazione quotidiana al Tg1 e la copertura delle crisi internazionali.

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