Orologio dell'apocalisse: le lancette segnano 85 secondi alla mezzanotte

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il Bulletin of the Atomic Scientists, quell'organismo fondato nel dopoguerra da scienziati tra i quali spiccava Albert Einstein, ha compiuto la sua annuale e temuta regolazione, spostando ulteriormente in avanti le lancette del Doomsday Clock. Il quadrante metaforico, che dall'ormai lontano 1947 scandisce il tempo ipoteticamente residuo prima di una catastrofe planetaria provocata dall'uomo, segna adesso soltanto 85 secondi dalla mezzanotte, superando così, in termini di inquietudine, la precedente misura di 89 secondi stabilita solo un anno fa.

Un simbolo che misura la crisi globale

Quello che viene comunemente definito l'orologio dell'apocalisse non è un semplice indicatore, bensì una sintesi globale del pericolo, la cui valutazione, affidata a esperti e premi Nobel, tiene conto di una molteplicità di fattori interconnessi. Se in origine il calcolo era legato quasi esclusivamente alla minaccia nucleare, oggi il quadro si è notevolmente complicato e ampliato, abbracciando fenomeni diversi ma ugualmente capaci di minare la stabilità del pianeta. Tra questi, come hanno sottolineato gli scienziati nell'annunciare l'aggiornamento, spiccano la persistente instabilità geopolitica, acuita da conflitti che coinvolgono potenze atomiche, e l'incalzante crisi climatica, i cui effetti diventano sempre più visibili e distruttivi, mentre gli sforzi per contenerla appaiono spesso insufficienti.

Le nuove frontiere del rischio

A questi elementi tradizionali, seppur mai così attuali, se ne sono aggiunti di ulteriori, che riflettono le evoluzioni tecnologiche del nostro tempo. L'intelligenza artificiale, in particolare, viene menzionata tra le preoccupazioni principali, non tanto per le sue potenzialità intrinseche, quanto per le sue possibili applicazioni belliche o destabilizzanti, che potrebbero accelerare crisi o renderle ingestibili. La proliferazione di tecnologie duali, cioè utilizzabili sia per scopi civili che militari, insieme alla diffusione di armi sempre più sofisticate, completa un panorama in cui i confini tra le diverse minacce si fanno labili, creando un cocktail esplosivo la cui pericolosità è appunto quantificata in quei pochi, drammatici secondi.

Il ticchettio che accompagna la storia

La storia del Doomsday Clock è, di per sé, un riflesso delle vicende internazionali: le sue lancette si sono infatti mosse diverse volte, alle volte allontanandosi dalla mezzanotte in periodi di distensione, come accaduto dopo la fine della Guerra Fredda, per poi riavvicinarsi in fasi di nuova tensione. L'attuale posizione, la più critica mai registrata, segnala quindi una fase di straordinaria concentrazione di pericoli, che si alimentano a vicenda in un circolo vizioso. Gli scienziati del Bulletin, pur evitando toni catastrofistici e mantenendo un rigoroso approccio analitico, hanno parlato esplicitamente di un mondo "pericolosamente vicino a un disastro", un monito che risuona come un avvertimento sulla necessità di un'inversione di rotta, la quale, sebbene non venga descritta nei dettagli, passa inevitabilmente dalla cooperazione internazionale e da scelte politiche coraggiose.

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