La Cremonese travolge un Parma senz'anima e vola agli ottavi di Coppa Italia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Parma che scende in campo al Tardini per i sedicesimi di finale di Coppa Italia non è la squadra che i suoi tifosi speravano di rivedere dopo le ultime uscite in campionato. Anzi, a guardare la prestazione offerta dai ragazzi di Carlos Cuesta, verrebbe da pensare a una serata stregata, a un vero e proprio horror picture show in salsa gialloblù, dove l'unico brivido per il pubblico di casa è stato quello dell'incubo.

Di fronte, una Cremonese determinata, concreta e splendidamente organizzata da mister Giampaolo, che ha infilzato la retroguardia ducale come fosse burro, segnando due reti nel primo tempo e gestendo poi il vantaggio con la maturità di una squadra che sa quello che vuole. Il risultato finale, un secco 0-2, fotografa una serata a senso unico e regala ai grigiorossi il pass per gli ottavi, dove ad attenderli ci sarà il Como.

Un primo tempo da dimenticare per i ducali

La partita, in realtà, dura appena il tempo di un sospiro prima che la Cremonese trovi il guizzo vincente. Al quinto minuto, infatti, la difesa del Parma si fa sorprendere da una combinazione letale: Nasti fa da sponda per l'inserimento di Simone Lottici Tessadri, che si invola verso la porta con una freddezza esemplare. Il gussolese, che aveva già assaporato l'aria della Serie A con Giampaolo al termine della stagione 2025-2026, al primo hurrà tra i professionisti non poteva chiedere di meglio.

Davanti al portiere Daffara, Lottici Tessadri non si lascia intimorire e con un bel piatto destro infila l'1-0, scatenando la gioia dei pochi ma combattivi tifosi ospiti giunti al Tardini. Per il Parma è un colpo durissimo, e la reazione, anziché essere veemente, si rivela timida e confusionaria. La Cremonese, forte del vantaggio, continua a macinare gioco e a pressare, mettendo in seria difficoltà un undici di casa che appare spaesato e privo di quella grinta che ci si aspetterebbe in una competizione come la Coppa Italia.

È così che, prima del fischio dell'intervallo, arriva il raddoppio che chiude di fatto i giochi: il neoacquisto Licina, al primo gol con la nuova maglia, trasforma un'azione manovrata con un preciso tiro che non lascia scampo a Daffara, fissando il punteggio sul 2-0. La difesa parmense, in questa circostanza, si mostra nuovamente lenta e farraginosa, concedendo spazi che una squadra come la Cremonese non lascia certo passare invano.

La Cremonese domina e difende il risultato con ordine

Il gioco nella ripresa cambia di passo e di intensità, perché la squadra di Giampaolo, forte del doppio vantaggio, abbassa il baricentro e si dedica con intelligenza alla gestione del pallone, senza mai rinunciare a pungere in contropiede. La prestazione dei grigiorossi è quella di una formazione che ha chiari i propri principi tattici e che sa sacrificarsi per il compagno, un aspetto che ha evidentemente fatto la differenza in una serata in cui il Parma sembrava recitare una parte scritta male.

La retroguardia cremonese, ben protetta dai centrocampisti, annulla sul nascere le velleità offensive dei padroni di casa, che continuano a sbattere contro un muro ben organizzato. La soddisfazione per il tecnico e per i suoi giocatori è palpabile, e a testimoniarlo sono le parole di Luca Grassi, giocatore della Cremonese, che a fine partita si lascia andare a un commento pieno di fiducia: "Se vogliamo, possiamo mettere in difficoltà qualsiasi squadra".

Un'affermazione che pesa come un macigno sul morale degli avversari e che certifica la crescita di un gruppo che, dopo due sconfitte consecutive in campionato, aveva bisogno di una risposta importante. E questa, contro una diretta concorrente per la lotta alla salvezza o per i piani alti della classifica, è arrivata nel modo più convincente possibile.

Il passo falso del Parma accende i riflettori sulle difficoltà interne

Il ko maturato al Tardini non è soltanto un'eliminazione dalla coppa, ma un campanello d'allarme che suona forte per tutto l'ambiente parmense. Quella vista in campo è una squadra senz'anima, che non ha saputo reagire allo svantaggio e che ha mostrato tutti i limiti di un progetto che forse sta incontrando più ostacoli del previsto. La gestione di Carlos Cuesta, artefice di una salvezza insperata, ora è chiamata a un esame di maturità, perché l'atteggiamento dei suoi calciatori in questa circostanza è apparso quantomeno discutibile.

La mancanza di cattiveria agonistica, di quella voglia di rimanere aggrappati a una competizione che può regalare emozioni e visibilità, è stata sotto gli occhi di tutti e difficilmente il pubblico del Tardini, che ha assistito alla débâcle senza mai riuscire a trascinare i propri beniamini, potrà dimenticarla facilmente. Sul fronte opposto, invece, la Cremonese si prende una bella rivincita morale, dopo due stop in Serie B, e rilancia le proprie ambizioni stagionali.

La coppa, d'altronde, è un obiettivo che fa gola a tutte le squadre, e gli uomini di Giampaolo hanno dimostrato di volerla giocare fino in fondo, mettendo in campo una determinazione che al Parma è mancata completamente. La doppietta virtuale di Lottici Tessadri e Licina, sebbene realizzata da due calciatori diversi, è il simbolo di una squadra che trova le sue geometrie in ogni zona del campo.

Un risultato che pesa per le gerarchie future

L'eliminazione del Parma e il contemporaneo passaggio del turno della Cremonese ridisegnano in parte gli equilibri e le prospettive per le due società. Per i grigiorossi, l'appuntamento agli ottavi con il Como rappresenta un'occasione ghiotta per continuare a sognare in una competizione che spesso riserva sorprese, ma anche per testare il proprio valore contro una squadra di categoria superiore.

La prestazione di Parma, al contrario, ha messo in luce delle crepe che la dirigenza gialloblù dovrà provare a sanare in fretta, perché una sconfitta di questa portata, per modalità e punteggio, rischia di minare il morale di un gruppo che già in campionato fatica a trovare continuità. Il tecnico Cuesta, che in passato aveva saputo infondere carattere e identità alla sua squadra, dovrà ritrovare la chiave per sbloccare i suoi calciatori, a partire dai singoli, come il portiere Daffara, rimasto spiazzato per ben due volte, e la difesa nel suo complesso, apparsa sempre in affanno.

La superiorità tattica espressa dalla Cremonese, che ha giocato con grande equilibrio tra i reparti, è stata la chiave di volta di una serata che resterà a lungo impressa nella memoria dei tifosi di entrambe le fazioni. Per il Parma, eliminato e umiliato in casa, non resta che ricominciare a lavorare duro, cercando di cancellare al più presto l'immagine di una squadra che, in una delle notti più importanti dell'anno, ha tradito le attese e regalato un successo meritato e indiscutibile agli avversari.

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