Milano-Cortina 2026, la sfida delle opere e il countdown che accelera
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Redazione Sport
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A poco più di cinquanta giorni dall’accensione del braciere olimpico, la macchina organizzativa di Milano-Cortina 2026 vive un momento di transizione cruciale, in cui le rassicurazioni ufficiali si intrecciano con il dibattito pubblico sulla reale entità dei lavori ancora in corso. In una recente conferenza stampa, il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha ribadito con fermezza la propria fiducia circa la prontezza degli impianti sportivi, che definisce “tutti pronti”, provando al contempo a ridimensionare le preoccupazioni sui ritardi delle opere pubbliche. Buonfiglio ha citato, a Titolo esemplificativo, le dichiarazioni del presidente del Coni Giovanni Malagò, secondo cui nel computo delle opere ancora incomplete rientrerebbero anche infrastrutture, come la tangenziale di Lavarone, la cui realizzazione è stata sì favorita dall’evento ma che con lo svolgimento delle gare non hanno una diretta correlazione. “È stato bravo Malagò a evidenziare che quando si dice che il 75% delle opere sono ancora da completare, all'interno rientra anche la tangenziale di Lavarone, un'opera strutturale aperta grazie a Milano Cortina, ma che con i Giochi non ha niente a che fare”, ha sottolineato il numero uno del Coni, delineando una distinzione tra quelle che sono le necessità sportive imprescindibili e il più ampio quadro di interventi sul territorio.
Il simbolo concreto del sogno olimpico
Mentre la discussione prosegue, un simbolo tangibile della gara che aspetta gli atleti di tutto il mondo ha già preso forma: le medaglie olimpiche e paralimpiche. Quei cerchi di metallo, il cui valore per chi li conquista è incommensurabile, rappresentano il traguardo ultimo di anni di sacrifici e l’ambizione dell’Italia di scrivere, di fronte al proprio pubblico, una nuova pagina di storia sportiva. Le medaglie in palio ai Giochi Olimpici invernali, in programma dal 6 al 22 febbraio 2026, e successivamente alle Paralimpiadi, dal 6 al 15 marzo, diventano così l’oggetto fisico che unisce il sogno degli atleti all’eredità che il Paese organizzatore intende lasciare, un filo dorato che lega la performance all’immortalità sportiva.
Belluno e il passaggio alla fase operativa
In questo contesto, il territorio vive ormai a ritmo di countdown. Come emerso da un incontro dedicato proprio alla “Road to Milano Cortina 2026”, la provincia di Belluno è ufficialmente entrata in quella che viene definita la fase più intensa e concreta del percorso. Il tempo delle proiezioni e delle attese sembra essersi concluso, lasciando il posto a una realtà operativa quotidiana che deve gestire l’ultimo miglio dell’organizzazione. Si tratta di un passaggio sia simbolico che pratico, che coinvolge amministrazioni locali, volontari e cittadini, chiamati a trasformare un progetto di lungo periodo nella normalità di un evento globale, con tutte le sue complessità logistiche e le sue opportunità di visibilità.




