La Ferrari che vince riparte dalla sua Imola: “Pressione su di noi? È un onore”
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Redazione Sport
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Il rombo delle Hypercar ha appena cominciato a riecheggiare sul Santerno, eppure l’aria che si respira all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari è già quella dei grandi appuntamenti. In questo weekend di apertura del Mondiale Endurance 2026, a essere chiamata a difendere il titolo iridato conquistato l’anno scorso – un’impresa che aveva riportato a Maranello un successo inseguito per anni – è proprio la Ferrari, la quale si presenta al via della 6 ore di Imola con il peso evidente del favoritismo. Antonello Coletta, responsabile globale Endurance e Corse Clienti della rossa, non ha usato giri di parole per descrivere la posta in gioco: “Per noi sarà come ripartire da zero”. Una frase, quest’ultima, che suona quasi come un paradosso per chi arriva da un trionfo totale (titolo piloti e costruttori nel 2025), ma che rivela l’approccio concreto di una squadra decisa a non vivere di rendita.
Coletta: “Tutti ci guardano, ma i rivali si sono nascosti nel Prologo”
“Certo, siamo noi quelli che tutti guardano, perché quando hai un titolo da difendere è normale che sia così – ha spiegato ieri Coletta, con la calma di chi conosce bene le insidie della pista – ma ci aspettiamo grande competitività da parte dei nostri avversari”. Il dirigente ha voluto sottolineare come Toyota e le altre concorrenti abbiano introdotto novità importanti sulle vetture, approfittando anche dei test iniziali per non scoprire tutto il proprio potenziale. “Nel Prologo di martedì si sono sicuramente nascosti”, ha aggiunto, riferendosi a una strategia di dissimulazione piuttosto comune in questo circus tecnologicamente avanzato. La pressione, insomma, non viene vista come un peso: “È un onore” avere addosso le aspettative del pubblico di casa, specialmente in un tracciato – quello imolese – storicamente legato al cuore pulsante del motorsport italiano.
Cannizzo e le sfide tecniche: nuova omologazione e gomme al centro del lavoro invernale
Ferdinando Cannizzo, direttore tecnico del team di Maranello, ha fatto il punto su ciò che è accaduto durante l’inverno. Non si è trattato solo di mettere a punto la messa a punto delle due rosse (i numeri 50 e 51), ma di integrare le modifiche imposte dalla nuova omologazione obbligatoria, le quali hanno riguardato in particolare l’assetto aerodinamico. A ciò si è aggiunto un cambio di fornitura per quanto concerne gli pneumatici, un elemento che, come spesso accade nell’endurance, può rivelarsi decisivo sull’arco delle sei ore di gara. Dopo aver dominato le prime due sessioni di prove libere, Cannizzo ha però frenato l’entusiasmo: “Ferrari non è favorita, ma il pacchetto è buono”. Una dichiarazione misurata, che lascia intendere come il vero banco di prova saranno le qualifiche e la gestione della gara vera e propria, dove i rivali – abili a nascondersi nei test – potrebbero tirare fuori il meglio.
Fuoco e Pier Guidi: l’emozione del pubblico di casa e i segreti del tracciato emiliano
Tra i piloti, l’attesa è palpabile. Antonio Fuoco, al volante della vettura numero 50, e Alessandro Pier Guidi, sulla 51, hanno raccontato l’emozione di esordire davanti a decine di migliaia di appassionati – l’obiettivo dichiarato è raggiungere almeno le 100mila presenze nel fine settimana, considerando anche l’afflusso di ieri tra centro storico e circuito. Per loro, correre a Imola significa addomesticare un tracciato che non perdona errori: curve veloci, cordoli insidiosi e un asfalto che cambia comportamento con l’accumularsi dei giri. “La qualifica è importante” hanno ripetuto entrambi, consapevoli che in un campionato dove il sorpasso diventa complesso a causa dell’elevata downforce, partire davanti può fare la differenza. Intanto, il sole bacia il paddock e il dirigibile Goodyear – fotografato ieri da ogni angolo della città – continua a volteggiare silenzioso sopra il Santerno, mentre il popolo delle corse riempie gradualmente ogni spalto.
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