Ferrari a Imola: una rimonta che sa di riscatto, ma la strada è ancora lunga
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Redazione Sport
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Non sarà stato il podio sognato, né tantomeno la vittoria che i tifosi del Cavallino speravano di vedere a Imola, ma la domenica del Gran Premio dell’Emilia-Romagna ha restituito alla Ferrari un barlume di competitività dopo il sabato nero delle qualifiche. Se allora Charles Leclerc aveva parlato di prestazione "inaccettabile", con entrambe le monoposto fuori dalla Q3, la gara ha mostrato una squadra capace di reagire, di scavare nelle proprie risorse e di lottare fino all’ultimo giro.
Lewis Hamilton, quarto, e lo stesso Leclerc, sesto, hanno dimostrato che la SF-25, pur lontana dall’essere una vera minaccia per Red Bull e McLaren, non è affatto la cenerentola che le qualifiche lasciavano temere. "Oggi abbiamo estratto il potenziale", ha ammesso Frederic Vasseur, team principal della scuderia, senza nascondere che il lavoro da fare rimane enorme. La scelta di montare gomme soft per Leclerc, definita "al limite", è stata una scommessa audace, così come la decisione di restituire la posizione ad Alexander Albon per evitare sanzioni, gesto che ha penalizzato il monegasco ma salvaguardato l’immagine del team.
Quella di Imola è stata, insomma, una prova di carattere. Hamilton, partito dall’undicesima piazza, ha condotto una rimonta metodica, sfruttando un ritmo di gara più convincente del previsto e una strategia aggressiva. Leclerc, dal canto suo, ha dovuto accontentarsi di un risultato meno brillante, complici anche le circostanze, ma ha comunque contribuito a risollevare un weekend iniziato nel peggiore dei modi.
Vasseur, pur riconoscendo i progressi, ha evitato trionfalismi: "Non è magia, serve di più in qualifica". E in effetti, il vero nodo da sciogliere resta la coerenza tra sabato e domenica. Se in gara la Ferrari ha mostrato di poter competere con le rivali, le difficoltà in qualifica continuano a pregiudicare le ambizioni. Imola, però, ha dimostrato che il Cavallino non è arreso. Con un po’ più di affinamento e qualche scelta tecnica più azzeccata, quella che oggi è una timida rinascita potrebbe trasformarsi in qualcosa di più solido.




