Dazn si aggiudica l'esclusiva per trasmettere tutti i Mondiali FIFA 2026 in Italia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La piattaforma di streaming Dazn, dopo aver già consolidato il proprio legame con la Fifa grazie alla trasmissione globale del Mondiale per Club 2025 e al rilancio, previsto per i prossimi mesi, del portale Fifa+, ha compiuto un ulteriore passo in avanti assicurandosi i diritti per l'Italia dell'intera prossima Coppa del Mondo. L'accordo, definito storico dagli stessi vertici aziendali, riguarda la messa in onda di tutte le 104 partite del torneo iridato che, dal prossimo giugno, vedrà impegnate 48 nazionali divise tra Stati Uniti, Canada e Messico; un'edizione, questa, che si preannuncia come la più complessa e seguita di sempre, non solo per il formato allargato ma anche per i fusi orari e le sedi di gioco. La notizia, anticipata dall'Ansa e poi confermata da fonti ufficiali, rappresenta una svolta significativa nel panorama dell'offerta calcistica italiana, dove la piattaforma di live streaming si candida a diventare il punto di riferimento assoluto per l'evento sportivo dell'estate.

Un investimento strategico che prescinde dalla Nazionale

Alla base di questa operazione, come spiegato da Stefano Azzi, amministratore delegato di Dazn Italia, c'è una volontà di investimento che va oltre la semplice partecipazione o meno della rappresentativa azzurra, reducendo, va detto, da spareggi piuttosto complessi che si terranno a fine marzo e che potrebbero escluderla. Azzi, interpellato da Calcio e Finanza, ha chiarito come la piattaforma abbia voluto fortemente questo prodotto, a prescindere dal percorso che faranno gli uomini di Gattuso, proprio per il valore intrinseco della competizione e per la possibilità di offrire al pubblico un palinsesto completo e senza interruzioni pubblicitarie. Sebbene ci siano ragionamenti in corso sul fronte delle partnership – ha aggiunto il manager – è ancora presto per sbilanciarsi su eventuali accordi di co-esclusiva o condivisione con altre reti, sebbene non si escluda nulla per amplificare la portata dell'evento.

La suddivisione dei match tra streaming e servizio pubblico

Nonostante l'acquisizione totale da parte di Dazn, la Rai avrà comunque un ruolo di primo piano nella diffusione del mondiale in chiaro. L'emittente di Stato, attraverso una procedura di gara che si è conclusa proprio in questi giorni, si è infatti aggiudicata un pacchetto di 35 partite in co-esclusiva, tra le quali figurano la gara inaugurale, tutte le semifinali, la finalissima e, naturalmente, nell'eventualità in cui dovessero passare il turno dei playoff, gli incontri della Nazionale italiana. Di questi 35 match, almeno 32 andranno in onda su Rai 1, garantendo così una copertura popolare e tradizionale che affiancherà l'innovazione tecnologica della piattaforma britannica. Per Dazn, che avrà in esclusiva assoluta le restanti 69 partite – inclusi molti incontri delle prime fasi e quelli delle nazionali minori – si tratta di un banco di prova importante per testare la resilienza dei propri server e la qualità del servizio in vista di un flusso di utenti che si preannuncia imponente.

Un'edizione record e le prospettive per il mercato italiano

La Fifa, per bocca del suo segretario generale Mattias Grafström, ha espresso grande soddisfazione per l'intesa, sottolineando come la collaborazione con Dazn stia producendo frutti importanti in termini di innovazione e distribuzione dei contenuti. Il mondiale del 2026, che prenderà il via l'11 giugno per concludersi il 19 luglio con la finale in programma al MetLife Stadium di New York, rappresenta una pietra miliare nella storia del calcio: 48 squadre, 104 partite e tre nazioni organizzatrici. Per il pubblico italiano, questo significa avere accesso a una mole di calcio mai vista prima, con la possibilità di seguire ogni singolo incontro in streaming, dai match meno blasonati delle fasi a gironi fino all'atto conclusivo. La strategia di Dazn, che con questa mossa rafforza la propria leadership nel mercato dello sport in diretta, appare chiara: puntare tutto sulla completezza dell'offerta e sulla fidelizzazione di un pubblico sempre più abituato a consumare calcio su dispositivi mobili e smart tv. L'investimento fatto, che secondo alcune fonti si aggirerebbe su cifre considerevoli sebbene non ufficialmente dichiarate, dimostra come la battaglia dei diritti sportivi in Italia si giochi ormai su livelli di competizione globale.

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