Il giallo di Noemi Impellizzeri, il compagno indagato per omicidio: l’incendio e la messinscena

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nella Basilica di San Pietro, a Riposto, si sono svolti i funerali di Noemi Impellizzeri, la giovane madre di 34 anni trovata senza vita nella sua abitazione di via Circumvallazione all'alba del 23 agosto scorso. Mentre la comunità locale si stringeva attorno ai tre figli piccoli e alla famiglia della donna, il caso giudiziario prendeva una piega decisiva con l'iscrizione nel registro degli indagati di Tony Proietto, un uomo di 46 anni che la vittima frequentava.

L'uomo, che ha sempre respinto le accuse e continua a sostenere la tesi del suicidio, si trova ora al centro di un'inchiesta per omicidio condotta dalla Procura di Catania e dai carabinieri di Giarre.

L’ultimo saluto a Noemi Impellizzeri e il giallo della morte

Il rito funebre ha rappresentato un momento di profondo dolore per i familiari di Noemi Impellizzeri, i quali non hanno mai nascosto le loro perplessità sulla ricostruzione fornita dagli inquirenti e, soprattutto, da Tony Proietto. Secondo quanto emerso e confermato dall'avvocato dell'indagato, Ivan Siragusa, l'iscrizione nel registro degli indagati sarebbe un atto dovuto nell'ambito degli accertamenti irripetibili disposti dalla magistratura.

Tuttavia, la posizione di Proietto si è fatta sempre più delicata man mano che le indagini proseguivano, con gli investigatori che hanno deciso di non escludere alcuna pista, nemmeno quella di un omicidio consumato e poi camuffato da suicidio.

La versione di Tony Proietto e le incongruenze sul rogo

Nel corso delle dichiarazioni rilasciate agli inquirenti, Tony Proietto ha ribadito la sua estraneità ai fatti, sostenendo che il rapporto con la 34enne fosse solo di amicizia e che lui, essendo sposato e padre di due figli, non avrebbe mai avuto una relazione sentimentale con lei. Ha raccontato di essere stato contattato da Noemi con messaggi che accennavano a un tragico epilogo, ma di averli interpretati come uno scherzo. La sua versione, tuttavia, presenta diversi nodi che la Procura sta cercando di sciogliere: tra questi, il misterioso incendio divampato nell'abitazione.

I vigili del fuoco, intervenuti per domare le fiamme nella notte tra sabato 22 e domenica 23 agosto, hanno trovato il corpo della giovane madre già privo di vita, impiccata a un tubo. Secondo quanto riportato, l'incendio sarebbe stato appiccato in un secondo momento, forse con l'utilizzo di solventi, un dettaglio che farebbe propendere per una messinscena atta a depistare le indagini.

Proietto ha ammesso di aver trovato lui stesso il corpo di Noemi intorno alle tre del mattino di domenica, raccontando di essere entrato in casa, di aver visto la scena e di essere scappato via senza chiamare né i soccorsi né le forze dell'ordine. Una circostanza, questa, che getta ulteriori ombre sulla sua ricostruzione, così come il fatto di aver incrociato il fratello della vittima sul lungomare senza riuscire a fermarlo per avvertirlo della tragedia. Solo più tardi, la madre di Noemi lo avrebbe informato che l'appartamento stava bruciando.

La famiglia contro la tesi del suicidio e le zone d’ombra dell’autopsia

La famiglia di Noemi Impellizzeri, attraverso il proprio legale, ha respinto con fermezza l'ipotesi del suicidio, ritenendo che la dinamica dell'impiccagione presenti elementi incompatibili con quella ricostruzione. Una perizia di parte effettuata dal medico legale della famiglia escluderebbe, infatti, l'ipotesi che la donna si sia tolta la vita da sola.

Al momento, però, gli esiti dell'autopsia disposta dalla Procura non avrebbero fornito un quadro univoco: secondo le fonti investigative, l'esame autoptico non ha chiarito in modo definitivo se si tratti di suicidio o omicidio, rendendo necessari ulteriori accertamenti tecnici. La Procura e i carabinieri continuano quindi a indagare per ricostruire le ultime ore di vita della giovane madre, verificando le telefonate, i messaggi e tutte le tracce lasciate nella casa di via Circumvallazione, attualmente posta sotto sequestro.

La Procura indaga per omicidio

Il quadro investigativo attuale vede Tony Proietto iscritto nel registro degli indagati per omicidio, un passaggio formale che consente agli inquirenti di procedere con gli accertamenti irripetibili. La Procura sta cercando di chiarire il nesso tra la morte di Noemi e l'incendio, un elemento cruciale che potrebbe svelare se dietro la tragedia si celi un tentativo di depistaggio. L'uomo, pur essendo indagato, si difende dichiarandosi innocente e ripetendo che la donna gli avrebbe anticipato il gesto estremo, ma gli investigatori non hanno ancora trovato riscontro a queste affermazioni.

Il caso di Noemi Impellizzeri resta così avvolto nel mistero, con una verità giudiziaria che dipenderà dagli esiti degli esami autoptici e dalla ricostruzione degli eventi di quella notte.

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