Il giallo di Riposto: l’amico di Noemi Impellizzeri indagato per omicidio, la famiglia esclude il suicidio

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   La morte di Noemi Impellizzeri, la 33enne trovata impiccata nella sua abitazione di Riposto, nel Catanese, si tinge sempre più di giallo. L’uomo che ha scoperto il corpo senza vita, e che secondo le prime ricostruzioni sarebbe stato il compagno della donna, è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio. A rendere nota l’iscrizione, come si legge sul quotidiano La Sicilia, è stato l’avvocato dell’uomo, Ivan Siragusa, che ha confermato l’atto dovuto nell’ambito degli accertamenti irripetibili disposti dalla Procura di Catania.

La scoperta del corpo e la versione dell’indagato

Secondo quanto riportato, l’uomo ha fornito una ricostruzione dettagliata dei momenti precedenti al ritrovamento. Sostiene che nella notte tra venerdì e sabato, intorno alle 4:30, Noemi lo avrebbe contattato via videochiamata dopo un litigio, manifestando l’intenzione di farla finita e mostrandogli persino la corda che avrebbe utilizzato. Preoccupato dal silenzio della donna, che non rispondeva più a messaggi e telefonate, l’uomo si sarebbe recato nell’abitazione di via Circumvallazione intorno alle due di notte tra sabato e domenica.

Trovando la porta semiaperta a causa di un guasto alla serratura, sarebbe entrato e avrebbe scoperto il corpo di Noemi impiccata a una corda legata a un tubo in cucina. In preda al panico, l’uomo ha dichiarato di essere fuggito senza chiamare i soccorsi, tentando invece di contattare i familiari della donna, e solo all’alba avrebbe appreso dalla madre che la casa stava bruciando. L'uomo ha respinto ogni addebito, definendo la tragedia un suicidio e dichiarando di possedere messaggi sul proprio cellulare che lo dimostrerebbero.

Inoltre, ha tenuto a precisare di non essere il fidanzato di Noemi, ma un semplice amico che l’aveva ospitata dopo che la donna si era lasciata con il suo ragazzo.

Il nodo dell’autopsia e la posizione della famiglia

Le indagini si concentrano ora sul risultato dell’autopsia, eseguita presso l’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Catania. Secondo fonti della Procura, l’esame autoptico non avrebbe fornito un’indicazione univoca sulla causa del decesso, rendendo necessari ulteriori approfondimenti e accertamenti. Un quadro che alimenta i dubbi dei familiari della vittima, i quali escludono con forza l’ipotesi del suicidio.

La madre di Noemi, intervistata dalla trasmissione Verità Nascoste – Il Diario, ha dichiarato che sua figlia non si sarebbe mai tolta la vita, parlando di una messinscena per depistare le indagini. La famiglia attende con fiducia i risultati definitivi dell’autopsia, convinta che possano fugare ogni sospetto e confermare la tesi dell’omicidio.

Un'indagine tra mistero e contraddizioni

Il caso di Noemi Impellizzeri presenta elementi di forte contraddizione. Da un lato, la versione dell’indagato, che descrive una donna che aveva preannunciato il gesto, e i primi rilievi che lascerebbero aperta la pista del suicidio. Dall’altro, la ferma opposizione della famiglia e la circostanza dell’incendio divampato nell’appartamento dopo il ritrovamento del corpo, un dettaglio che aggiunge un ulteriore tassello di mistero a una vicenda già di per sé oscura.

L’iscrizione nel registro degli indagati, come spiegato dal legale, rappresenta un atto dovuto per consentire lo svolgimento di accertamenti tecnici irripetibili, ma non implica necessariamente un'accusa formale. I funerali della giovane sono stati celebrati giovedì 27 agosto nella Basilica di San Pietro a Riposto, mentre i carabinieri proseguono le indagini per fare luce su una morte che ha scosso la comunità locale.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.