Liverpool in crisi nera, Slot sotto assedio dopo il ko con il Crystal Palace
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Redazione Sport
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La pioggia che scendeva su Anfield sembrava lavare via ogni residua illusione, mentre i sedili, svuotandosi ben prima del fischio finale, lasciavano spazio a un coro amaro, quello dei tifosi in trasferta del Crystal Palace che esultavano per una vittoria, la terza in stagione contro i Reds, che suonava come un'umiliazione. Quella che si sta consumando per il Liverpool è una discesa agli inferi di cui, a distanza di sei mesi dallo scudetto conquistato alla sua prima annata in Inghilterra, non si intravede il fondo. Arne Slot, il tecnico che allora sembrava aver ereditato un ciclo vincente, si ritrova ora a navigare in acque tempestose, aggrappato a un timone che pare non rispondere più ai suoi comandi.
Il crollo in Coppa di Lega
La netta sconfitta per 0-3 in Carabao Cup, che ha sancito l'uscita dalla competizione, non è che l'ultimo, doloroso tassello di un mosaico di inefficienze. Quella con il Palace è stata, per l'esattezza, la sesta sconfitta nelle ultime sette partite disputate, un dato che da solo racconta il baratro in cui la squadra è sprofondata. In questo periodo nero, l'unico barlume di luce è arrivato dalla Champions League, con una vittoria per 5-1, la quale, tuttavia, appare sempre più come un'eccezione isolata in un panorama generale di grigia mediocrità. Mentre altre big come Manchester City e Arsenal procedono con relativa facilità nella stessa coppa, e il Chelsea fatica ma vince, il Liverpool sembra aver smarrito la sua identità.
La reazione della piazza
È stato il suono dei fischi, quelli di una parte del pubblico di casa, a sigillare una serata che già la pioggia rendeva tetrosa. Le proteste, che in alcuni casi si sono trasformate in invettive dirette verso la panchina con cori come «Ti stai facendo esonerare», fotografano una frattura tra la squadra e i suoi sostenitori, un legame che fino a poco tempo fa sembrava indissolubile. Quella che un tempo era una fortezza, Anfield, si è trasformata in un palcoscenico di ansie e delusioni, dove gli avversari, come in questo caso, trovano lo spazio per imporsi con un'autorità inaspettata.
Le parole del tecnico e la strada in salita
Di fronte a un campionato che si allontana e a una situazione ormai critica, le parole di Arne Slot, il quale ha affermato che «questa squadra non è così grande», suonano come un'amara presa d'atto più che come una provocazione. Una constatazione che, se da un lato ammette i limiti di un organico, dall'altro non basta a placare le tensioni. Il calendario, del resto, non concede tregua, con impegni prossimi di altissimo profilo che rischiano di aggravare ulteriormente una crisi di cui, al momento, non si scorgono vie d'uscita facili.




