Liveripro affonda, Slot ammette: «Non siamo così grandi»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il vento gelido della crisi, che ormai spira insistentemente tra le tribune di Anfield, ha trovato una conferma tanto netta quanto imbarazzante nel fischio finale che ha sancito la disfatta interna contro il Crystal Palace, una squadra che ha approfittato di ogni incertezza per infliggere un punteggio pesante, il tre a zero che parla da solo. Quella che solo pochi mesi fa era una compagine celebrata per il suo gioco travolgente e per il titolo conquistato, appare oggi come un'immagine sbiadita e confusa, un meccanismo inceppato dove i singoli, pur di talento, non trovano più la sincronia necessaria. Arne Slot, che aveva ereditato una squadra campione, si ritrova a dover gestire un declino impressionante, caratterizzato da sei sconfitte nel giro di sole sette partite, un dato che, oltre a pesare come un macigno in classifica, sta minando la fiducia di un ambiente abituato a ben altri fasti.

Il crollo in Coppa di Lega

Proprio la Carabao Cup, spesso considerata un banco di prova per le rotazioni e le seconde linee, ha offerto il quadro più chiaro delle difficoltà attuali, trasformandosi nello specchio di una fragilità divenuta ormai sistemica. Mentre altre big come l'Arsenal e il Manchester City hanno proseguito il loro cammino senza intoppi, e il Chelsea ha faticato ma alla fine ha avuto la meglio, il Liverpool ha inscenato un'autentica disfatta in casa, incapace di arginare le incursioni avversarie e ancor meno di costrure gioco pericoloso. Il Crystal Palace, ben organizzato e spietato in transizione, ha approfittato di ogni passaggio sbagliato, di ogni ripartenza non contrastata, segnando tre reti senza subirne alcuna, in un match che ha lasciato i tifosi locali a bocca asciutta e, al termine, fischiare amaramente i propri beniamini.

Le reazioni e il peso della classifica

La gravità della situazione, del resto, è tale da aver varcato i confini del campionato inglese, diventando oggetto di scherno persino da parte di tifosi di nazionali considerate minori, i quali hanno ironizzato sulla forma disastrosa della squadra, chiedendo di poterci giocare contro. Questi episodi, seppur marginali, contribuiscono a dipingere un'immagine di un club in piena tempesta, dove l'aura di invincibilità si è dissolta lasciando il posto a un senso di vulnerabilità che i prossimi avversari, di assoluto rilievo come l'Aston Villa, il Real Madrid e lo stesso Manchester City, cercheranno senza dubbio di sfruttare. Lo stesso allenatore, messo pubblicamente sotto accusa, non ha potuto che riconoscere la realtà dei fatti, ammettendo con una certa durezza che «questa squadra non è così grande», una dichiarazione che suona come un'accusa verso se stesso e verso i giocatori.

Il confronto con le altre big

In un turno di coppa che ha visto le principali rivali procedere senza particolari scossoni, l'eliminazione dei Reds stona in maniera plateale, accentuando il divario prestazionale che in questo momento li separa dalla vetta. L'unico spiraglio in queste settimane buie era arrivato dalla Champions League, con una vittoria per cinque a uno, ma quel risultato appare oggi come un'eccezione isolata, un fuoco fatuo in un panorama generale desolante. Il campionato, d'altronde, non concede sconti e la striscia negativa, fatta di sconfitte continue, rischia di pregiudicare non solo gli obiettivi di questa stagione ma anche il progetto a medio termine di Slot, il quale deve trovare in fretta una chiave per risollevare le sorti di una rosa che, sulla carta, possiede indubbie qualità.

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