Faraone: "Vergognosa l'assenza di Schifani ai funerali di Maria Gallo"
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Redazione Interno
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La cattedrale di Mazara del Vallo, gremita di centinaia di persone, ha ospitato i funerali di Maria Cristina Gallo, un'occasione per un ultimo saluto che ha visto riuniti studenti, amici, colleghi e quanti hanno conosciuto la professoressa di cinquantasei anni, la cui vicenda personale ha travalicato i confini del privato per assumere un significato pubblico. L'omelia di don Giacinto Leone, durante la celebrazione presieduta dal vescovo Angelo Giurdanella, ha sottolineato come la malattia, che ha segnato e cambiato la sua vita, sia divenuta un simbolo di battaglia per molti, trasformando una sofferenza individuale in una causa collettiva per un sistema sanitario più efficiente e attento alle reali necessità dei cittadini.
Le accuse politiche e l'assenza istituzionale
Proprio in quel contesto di partecipazione e commozione, Davide Faraone, vicepresidente di Italia Viva, ha lanciato un'accusa diretta e senza mezzi termini contro il presidente della Regione e l'assessore regionale alla Salute, definendo "vergognosa" la loro assenza. "Non hanno trovato tempo per partecipare ai funerali", ha affermato Faraone, aggiungendo che il presidente della Regione è "il primo responsabile di quanto accaduto", in un chiaro riferimento alla tragica storia della donna, morta dopo aver denunciato pubblicamente i ritardi nei referti istologici dell'Asp di Trapani e dopo aver atteso otto mesi per i risultati dei suoi esami.
La battaglia civile e il ricordo del marito
La lotta di Maria Cristina Gallo, condotta con una determinazione che molti hanno riconosciuto come esemplare, si è fatta battaglia civile, un monito sulle criticità di una macchina sanitaria che non sempre riesce a garantire le risposte tempestive di cui i pazienti hanno un disperato bisogno. A raccoglierne idealmente il testimone è stato il marito, Giorgio Tranchida, il quale, con parole cariche di dolore e di senso del dovere, ha dichiarato che la giustizia, faro dell'esistenza di Cristina, li "inchioda a una responsabilità". "Dobbiamo portare avanti la sua battaglia", ha affermato, nonostante il prezzo altissimo pagato dalla famiglia.
Un addio partecipato e un simbolo
Ad accogliere il feretro in cattedrale sono stati, tra gli altri, i ragazzi diversamente abili del laboratorio creativo Unitalsi, dove la docente ha svolto servizio di volontariato nell'ultimo anno, un ultimo segno di una vita dedicata anche agli altri. Quella di Maria Cristina Gallo rimane una figura che unisce il privato al pubblico, il dolore per una perdita ingiusta alla determinazione per una verità che va al di là del singolo caso, in un percorso che dalla cattedrale di Mazara del Vallo si proietta verso un dibattito più ampio sulle responsabilità e sul funzionamento dei servizi essenziali.




