L’impresa di Ghiotto, Giovannini e Malfatti: Italia in finale nell’inseguimento, ora gli Stati Uniti per l’oro

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C’è una data che gli appassionati di speed skating, ma più in generale lo sport italiano, difficilmente dimenticheranno: è quella del 17 febbraio 2026, il giorno in cui Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti hanno strappato un biglietto per la storia, qualificandosi per la finale olimpica dell’inseguimento a squadre. Lo hanno fatto con una prestazione di forza e intelligenza tattica, imponendosi sulla nazionale dei Paesi Bassi, ovvero la scuola che questo sport l’ha inventato e spesso dominato. Il tempo di 3:38”88, rifilato con un margine di quasi due secondi agli orange, certifica la crescita di un trio che, va detto, già in Coppa del Mondo aveva fatto intravedere le proprie potenzialità. Ora l’appuntamento con la medaglia più pregiata è fissato per le 16:28, quando sul ghiaccio del Milano Ice Park Arena se la vedranno con gli Stati Uniti.

La semifinale che vale una medaglia

La certezza del podio, la ventiquattresima per l’Italia in questa rassegna, è arrivata al termine di una semifinale condotta con il piglio delle grandi occasioni. Per metà gara, l’equilibrio con gli olandesi Jorrit Bergsma, Chris Huizinga e Stijn van de Bunt è stato totale, con le lancette che ballavano sui centesimi di secondo. Poi, però, la progressione degli azzurri è stata inesorabile: negli ultimi giri il forcing di Ghiotto, Giovannini e Malfatti non ha lasciato scampo, frantumando la resistenza dei tulipani e proiettando l’Italia nella sfida che mancava da vent’anni, cioè da quel mitico oro di Torino 2006. Un risultato che assume ancor più rilievo se si considera l’autorità con la quale è stato conquistato, frutto di un affiatamento e di una coordinazione nei cambi di passo che hanno mandato in visibilio il pubblico di casa.

L’avversario: gli Stati Uniti e il loro fenomeno

Dall’altra parte della pista, nella finale per l’oro, ci saranno loro: gli Stati Uniti. La squadra a stelle e strisce, forte di un programma di sviluppo che l’ha portata a dettare legge nelle ultime stagioni di Coppa del Mondo, ha a disposizione un organico di primissimo ordine. Nelle loro fila, infatti, figura Jordan Stolz, il giovane fenomeno del Wisconsin che in questi Giochi ha già incantato tutti vincendo i titoli dei 500 e dei 1000 metri. Una potenza di fuoco notevole, a cui gli azzurri dovranno rispondere con quella compattezza e quella sagacia tecnica che finora hanno rappresentato la loro arma migliore. Non va dimenticato che, nei quarti di finale, i ragazzi guidati dal direttore tecnico avevano già fatto meglio del team americano, lasciando presagire una finale apertissima.

Le scelte tattiche e la possibile sorpresa

In una competizione come l’inseguimento a squadre, dove la fatica si accumula e le energie vanno dosate su più turni, anche le decisioni dell’ultimo minuto possono fare la differenza. Il regolamento, è bene ricordarlo, consente di operare una sostituzione all’interno del terzetto, un’opzione che gli stessi olandesi hanno sfruttato in semifinale inserendo Bergsma. Per l’Italia si parla di un possibile asso nella manica: Riccardo Lorello, già bronzo nei cinquemila metri, aspetta il suo momento. Valutazioni tecniche e condizioni fisiche detteranno la scelta finale, in una vigilia che si preannuncia tesa e carica di aspettative per quella che, a tutti gli effetti, è già una delle giornate più importanti dello sport invernale italiano.

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