Fausto Lama, dopo la fine dei Coma_Cose: “Cantavamo Cuoricini mentre ci stavamo lasciando”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A distanza di quasi un anno esatto dall’annuncio che ha sancito la fine del sodalizio artistico e sentimentale, Fausto Lama – nome d’arte di Fausto Zanardelli – rompe il silenzio per raccontare il dietro le quinte di quella separazione che, per molti fan, rappresenta ancora un unicum nel panorama musicale italiano. Se la notizia della rottura con Francesca Mesiano, conosciuta come California, aveva fatto il giro del web nell’ottobre del 2025, oggi il cantautore lombardo, che ha appena compiuto 47 anni, si racconta in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera in occasione del suo debutto da solista, avvenuto con il singolo “Giovani Bukowski”. È proprio analizzando il testo di questo nuovo brano, che lui stesso definisce “un pezzo nato dopo una serata tra vecchi amici”, che Lama cerca di tracciare un filo rosso tra il dolore del passato e la rinascita presente. “Parla di inadeguatezza e di noia”, spiega, offrendo un assaggio di quel mondo interiore che per anni era stato filtrato dalla prospettiva di coppia.
La dissonanza tra il palco e la realtà
Uno dei passaggi più intensi del racconto di Fausto Lama riguarda la dimensione paradossale vissuta durante l’ultimo tour, quello che avrebbe dovuto celebrare il successo di “Cuoricini”, il brano che li ha portati nuovamente sul palco dell’Ariston. Il cantautore rivela che, nonostante il pubblico li vedesse esibirsi come una coppia affiatata, la loro storia era già giunta al capolinea: “Cantavamo Cuoricini mentre ci stavamo lasciando”, ammette, restituendo l’immagine di un addio consumato sotto i riflettori. Quel tormentone estivo, ironia della sorte, parlava proprio di ciò che si stava rompendo. “In quella canzone c’era già tutto”, riflette Lama, spiegando come il lavoro e la pressione continua abbiano finito per “cannibalizzare” la vita privata, un termine quest’ultimo che era già emerso nel comunicato ufficiale con cui il duo aveva annunciato lo scioglimento.
La ripartenza solista e la fatica del “doppio sguardo”
Oggi, però, la prospettiva è cambiata. Con “Giovani Bukowski”, Fausto Lama inaugura una nuova fase esistenziale dove la scrittura torna a essere un atto egoistico e necessario, lontano dal compromesso creativo che caratterizzava gli ultimi tempi del progetto Coma_Cose. L’artista confessa di aver sofferto quella che definisce una “visione doppia”, lo sforzo costante di scrivere canzoni pensando a Francesca piuttosto che riversare direttamente le proprie esperienze nel foglio bianco. “Pensavo di dover riempire un vuoto, e invece faccio quello che c’è sempre stato, la musica”, dichiara, sottolineando come la rinascita sia passata attraverso la riconquista di quell’istinto primordiale che il successo e la routine di coppia avevano sopito. A quasi un anno dalla separazione, ufficializzata dopo mesi di voci e speculazioni che avevano portato anche all’annullamento dei concerti programmati al Forum di Assago e al Palazzo dello Sport di Roma, Lama si dice già “altrove”.
Un anno di “gioie, dolori e batoste”
Ripercorrendo quei dodici mesi, l’ex voce dei Coma_Cose usa un’espressione che racchiude la complessità emotiva del periodo: “Gioie, dolori, batoste e rinascite, tutto insieme”. Un anno che lo ha visto passare dall’apice del successo sanremese alla gestione privata di un divorzio – quello con Mesiano, durato un decennio – reso ancora più complicato dalla necessità di mantenere una parvenza di normalità sul palco. Nonostante la fine della relazione, Lama tiene a precisare che non c’è rancore, anzi: “Ha le idee chiare su quello che vuole fare”, dice riferendosi a Francesca, auspicando per lei un futuro artistico roseo lontano dal loro sodalizio. La musica, insomma, rimane il collante che trasforma le macerie in materiale da costruzione, anche quando, come ammette lui stesso, “ha fatto male”, tra le difficoltà legate alla differenza d’età e il senso del dovere che li ha spinti a portare a termine gli impegni presi.
La svolta artistica di “Giovani Bukowski”
Il singolo “Giovani Bukowski” non è solo un pezzo musicale, ma il manifesto di questa rinascita. Fausto Lama lo descrive come un prodotto genuino, scaturito da una serata tra vecchi amici, lontano dalle logiche di mercato che avevano imprigionato il duo. Il testo, che tocca temi come la dipendenza dal consenso e la paura di non essere all’altezza, sembra fare da sponda alla sua situazione personale. Se prima l’artista si sentiva intrappolato nella gabbia dorata di un progetto che lo costringeva a scrivere per un pubblico preconfezionato, oggi rivendica il diritto di parlare di sé, senza filtri. E se il futuro lo porterà a calcare nuovamente il palco dell’Ariston, magari proprio in questa nuova veste da solista, Fausto Lama non si tira indietro: sarebbe, a suo dire, “un altro bel modo per ritrovarmi”, un’opportunità per chiudere definitivamente il cerchio dopo aver “distrutto tutto”.




