La premier Takaichi valuta elezioni anticipate mentre i mercati finanziari impazzano

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'aria di crisi politica che soffia su Tokyo, dopo mesi di impasse parlamentare, ha spinto la premier Sanae Takaichi verso una mossa rischiosa quanto calcolata: lo scioglimento anticipato della Camera dei rappresentanti, il ramo più potente della Dieta, la prossima settimana. La decisione, che punterebbe a sfruttare un momento favorevole nel consenso per riconquistare una maggioranza solida, nasce dalla necessità di superare l'attuale stallo governativo, una condizione che limita l'azione esecutiva e che la leader ultraconservatrice sembra intenzionata a risolvere con un appello diretto agli elettori. Il mercato, da parte sua, ha già iniziato a scommettere pesantemente sull'esito di questa possibile tornata elettorale, interpretandola come il preludio a nuovi, massicci stimoli fiscali destinati a sostenere l'economia.

I numeri della febbre speculativa

Quel che si è scatenato nei palazzi finanziari di mezzo mondo, infatti, è un vero e proprio "Takaichi trade", una scommessa aggressiva sulle politiche economiche che un governo rafforzato potrebbe varare. L'indice Nikkei, barometro principale della Borsa di Tokyo, ha toccato livelli mai visti prima, chiudendo una sedata di forte rialzo, mentre la valuta nazionale mostrava tutta la sua debolezza. Lo yen, che alcuni considerano un termometro delle strategie monetarie giapponesi, è affondato raggiungendo minimi storici contro l'euro e il franco svizzero, e scendendo ai livelli più bassi degli ultimi due anni nei confronti del dollaro. Una situazione, questa, che riflette le attese degli investitori i quali, prevedendo una politica monetaria accomodante per finanziare la spesa pubblica, abbandonano la moneta per rivolgersi altrove.

Il terremoto sul debito sovrano

La scossa più violenta, però, si è registrata nel mercato del debito pubblico, tradizionalmente placido per via del controllo della Banca del Giappone. I titoli di Stato hanno subito un crollo, fatto che ha provocato un'impennata dei rendimenti, con quelli a vent'anni che hanno raggiunto una quota mai registrata in precedenza. Anche i benchmark a dieci e a trent'anni hanno compiuto un balzo significativo, segnalando come la sola prospettiva di un cambio di passo nella politica fiscale e di un possibile allentamento del controllo sulla curva dei rendimenti sia sufficiente a stravolgere gli equilibri. Questi movimenti, del resto, sono la diretta conseguenza di calcoli finanziari che legano un eventuale successo della premier a maggiori emissioni di bond, le quali, immettendo una maggiore offerta di titoli sul mercato, ne deprimono il prezzo e ne alzano il tasso di interesse.

La partita oltre le cifre

Al di là dei numeri, che disegnano un quadro di euforia speculativa mista a nervosismo, la mossa di Takaichi si inserisce in un contesto politico delicatissimo. La premier, in carica da appena due mesi, tenta così di consolidare il proprio potere, trasformando un'esigua maggioranza in un mandato più solido e duraturo. La possibile data delle elezioni, circolata nelle ultime ore, indicherebbe un voto rapido, forse già per i primi di febbraio, una tempistica che dimostra la volontà di cogliere il momento senza concedere spazio alla crescita di un'opposizione coordinata. Una simile scelta, se da un lato promette di sbloccare la situazione parlamentare, dall'altro espone il Paese alla volatilità dei mercati, i quali potrebbero reagire altrettanto bruscamente nel caso in cui i risultati elettorali non fossero quelli attesi, vanificando le speranze di una svolta decisiva nella governance economica.

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