Giallo nella scomparsa di una dipendente dell’hotel dove lavorava l’evaso autore dell’accoltellamento a Milano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre prosegue la caccia a Emanuele De Maria, il detenuto in permesso dal carcere di Bollate che venerdì mattina ha accoltellato un collega davanti all’hotel Berna di via Napo Torriani, a Milano, un nuovo mistero si aggiunge alla vicenda. Una dipendente dello stesso albergo, una cinquantenne originaria dello Sri Lanka, risulta scomparsa dal pomeriggio di venerdì, poco dopo l’aggressione. Il figlio ha sporto denuncia ai carabinieri di Cinisello Balsamo, spiegando che la madre avrebbe dovuto recarsi in palestra al termine del turno, ma da allora non ha più dato notizie di sé.

L’aggressore, condannato a 14 anni per femminicidio, usufruiva dei permessi lavorativi previsti per i detenuti in semilibertà. Secondo le ricostruzioni, avrebbe colpito alle 6.30 del 10 maggio il collega egiziano, ferendolo al collo e al torace, prima di darsi alla fuga senza rientrare in carcere. Le condizioni della vittima, inizialmente critiche, restano gravi.

La posizione di De Maria, già noto per un passato violento, ha riacceso il dibattito sulla gestione dei detenuti ammessi al lavoro esterno. «Questa notte, nelle zone esterne alla Stazione Centrale, c’è stato l’ennesimo episodio di violenza», ha dichiarato De Corato (FdI), annunciando un’interrogazione parlamentare contro quella che definisce «la magistratura di sinistra troppo buonista». Pur evitando di entrare nel merito delle polemiche, resta il fatto che l’aggressore, nonostante la condanna per un crimine efferato, beneficiasse di misure alternative.

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