Una colazione per vivere più a lungo: le regole degli esperti
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Redazione Salute
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Chiunque abbia approfondito il tema della longevità si è certamente imbattuto nel lavoro di Valter Longo, direttore dell’Istituto di Longevità dell’Università della California del Sud, le cui pubblicazioni – dai volumi "La dieta della longevità" a "Il digiuno contro il cancro" – hanno tracciato un solco scientifico significativo. È proprio lui, in una recente intervista, a delineare con chiarezza il modello alimentare, a partire dal primo pasto della giornata, che può allungare l’aspettativa di vita, rivelando quelle abitudini che caratterizzano le popolazioni più longeve del pianeta.
Il pasto che non va mai saltato
"Fare la colazione" rappresenta, secondo Laura Rossi, direttrice del Dipartimento di Alimentazione, Nutrizione e Salute dell’Istituto superiore di sanità, il primo e fondamentale comandamento, un passo spesso trascurato nelle abitudini italiane dove non è raro, invece, che venga omesso. La colazione ideale, che sia salata o dolce, diventa così il pilastro su cui costruire una giornata alimentare corretta, perché la salute e la longevità, come sottolineano gli specialisti, si guadagnano innanzitutto a tavola, senza trascurare quel momento che rompe il digiuno notturno.
Lezioni dalle Zone Blu del mondo
A corroborare queste indicazioni giungono, con due decenni di studi sul campo, le ricerche del giornalista e esploratore Dan Buettner, il quale ha identificato e analizzato le cosiddette "Blue Zones". Queste regioni – dalla Sardegna a Okinawa, da Ikaria a Loma Linda, fino alla penisola di Nicoya – sono accomunate da una concentrazione eccezionale di centenari, i cui stili di vita offrono un prezioso campionario di pratiche virtuose. Buettner, che molti considerano un punto di riferimento in materia, ha osservato come tali popolazioni siano profondamente allineate con i ritmi circadiani, consumando i pasti principali durante le ore di luce e senza eccessi, applicando, tra l’altro, la cosiddetta "regola delle 12 ore" per concentrare l’assunzione di cibo in una finestra temporale definita.
Sincronia con il naturale ritmo biologico
Il segreto, dunque, non risiederebbe soltanto in *cosa* si mangia a colazione, ma anche in *quando* lo si fa, privilegiando un consumo che rispetti i cicli naturali del. La cena, ad esempio, andrebbe consumata prima del tramonto, come accade nelle aree di maggiore longevità, per permettere all’organismo un digiuno notturno più lungo e fisiologico. Si tratta di un principio che, assieme alla scelta di alimenti prevalentemente vegetali e non processati, costituisce il fondamento di un approccio che mira non solo ad aggiungere anni alla vita, ma vita agli anni, come dimostrano le abitudini consolidate di chi, in quelle particolari zone del globo, ha raggiunto traguardi d’età straordinari.




