Omicidio a Ponticelli, il ventenne Fabio Ascione ucciso all'alba davanti al bar: la pista della lite nella movida
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Redazione Interno
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L’alba di Napoli, e più precisamente quella che si è spenta sulla periferia est di Ponticelli, si è tinta nuovamente di sangue. Un ragazzo di vent’anni, Fabio Ascione, è stato raggiunto da una raffica di colpi d’arma da fuoco mentre si trovava nei pressi di un bar in via Carlo Miranda, proprio lì dove sorge il complesso di edilizia popolare noto come “Case di Topolino”. Secondo una prima, drammatica ricostruzione fornita dai carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli e del nucleo operativo di Poggioreale, il movente di questo agguato – consumato intorno alle 5:10 del mattino – sembrerebbe allontanarsi dalle dinamiche classiche della faida di camorra che storicamente attanaglia il territorio per abbracciare una tesi più effimera, e forse per questo ancora più agghiacciante: quella di un regolamento di conti nato da una banale lite scoppiata tra giovani durante una serata di movida.
Sarebbero state due le persone in sella a uno scooter, un’immagine tristemente iconica della delinquenza urbana, ad avvicinarsi al ventenne mentre lui si trovava in compagnia di alcuni amici. I killer, senza esitazione, hanno estratto la pistola e sparato diversi colpi. Uno di questi, forse più di uno, ha centrato Ascione al torace, provocandogli ferite che si sono subito rivelate letali. Trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Villa Betania, il giovane – che secondo le prime verifiche risultava incensurato – è purtroppo deceduto poco dopo il ricovero a causa della gravità delle ferite riportate.
L’ombra della movida e la svolta investigativa
A poche ore dall’omicidio, gli inquirenti hanno quindi imboccato una pista che non porta ai grandi vertici dei clan, bensì a un sottobosco di violenza giovanile e risse notturne. L’ipotesi principale, che sta guidando i rilievi e l’ascolto dei testimoni oculari, è che l’agguato sia stato la tragica conclusione di un litigio precedente. Insomma, non si tratterebbe di un omicidio maturato per il controllo del territorio o per affari illeciti, ma di una vendetta personale scaturita da uno scontro avvenuto probabilmente durante una serata in un locale o in piazza. Questa circostanza, se confermata, cambierebbe radicalmente il paradigma della sicurezza nella zona, restituendo l’immagine di una criminalità forse meno organizzata ma certamente più impulsiva e armata.
I militari dell’Arma stanno setacciando le immagini delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private presenti nel raggio dell’agguato. L’obiettivo è riuscire a dare un volto e un’identità ai due uomini che viaggiavano sullo scooter, l’unico indizio certo lasciato sulla scena del crimine assieme ai bossoli dei proiettili. La dinamica, del resto, è chiara: il rumore degli spari ha rotto il silenzio dell’alba, poi la fuga nel dedalo di strade di Ponticelli, lasciando alle spalle un esanime sul marciapiede. Gli amici che erano con lui, in quel momento, hanno assistito all’orrore senza poter fare nulla.
La scena del crimine e le indagini serrate
Via Carlo Miranda è tornata a essere teatro di un agguato, una zona che negli ultimi tempi aveva cercato di allontanare lo spettro della violenza armata. Il bar Lively, luogo del ritrovo serale prima dell’omicidio, è stato transennato e gli investigatori hanno setacciato l’asfalto alla ricerca di tracce utili a ricostruire la posizione esatta del tiratore e il numero dei colpi esplosi. La scelta dell’orario, le prime luci dell’alba, suggerisce una certa conoscenza delle abitudini della vittima, la quale frequentava assiduamente quel locale.
Non si esclude, ovviamente, che la pista della lite possa celare in realtà una regia più complessa, magari legata a questioni di spaccio o di rivalità tra bande giovanili che si contendono la gestione di piazze anche piccole. Tuttavia, al momento, la priorità per i carabinieri è fermare il duo sullo scooter prima che possa colpire ancora o disfarsi dell’arma del delitto. La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo per omicidio, e le prossime ore saranno cruciali per la convalida o lo scarto della pista della “vendetta dopo la lite”. L’assenza di precedenti penali a carico di Ascione, infatti, rende questa ipotesi la più accreditata, scartando l’idea che fosse un pregiudicato o un boss nel mirino di una cosca rivale.




