Haugan vince a Val d'Isère con la schiena a pezzi, Vinatzer protagonista di una superba rimonta
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Redazione Sport
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La quinta pietra preziosa è stata incastonata nella corona norvegese nonostante un dolore lancinante, quel fastidio alla schiena che persisteva fino al momento della partenza. "Questa mattana ero pure in dubbio se scendere in pista", ha rivelato Timon Haugan dopo aver domato, con fredda determinazione, la tecnica Face de Bellevarde nello slalom di Val d'Isère, un traguardo che gli è valso il primo successo in carriera in Coppa del Mondo. La sua prestazione, degna di un vero campione, ha impedito la doppietta elvetica e ha guidato lo squadrone scandinavo, a lungo silente in questa stagione, verso uno sblocco di prestigio: quattro atleti, infatti, si sono piazzati entro i primi sei posti della classifica finale. Tra di loro, anche quello che può essere definito un episodio sfortunato per Luke McGrath, il cui errore in un passaggio chiave – una inforcata nei pressi di una porta – ha interrotto una discesa altrimenti promettente, privando la squadra di un risultato ancora più eclatante.
La prima manche e il dominio elvetico momentaneo
Ad aprire le danze, complice una pista veloce e un tracciato impegnativo, era stato lo svizzero Loic Meillard, reduce da un weekend di ottime sensazioni e autore di una prima manche di grande autorità che lo aveva portato in testa. Dietro di lui, una pattuglia compatta di norvegesi – Haugan, McGrath e Henrik Kristoffersen – pronti all'assalto, mentre l'attenzione italiana si concentrava sul nono posto di Tommaso Sala e sulla diciottesima posizione, apparentemente defilata, di Alex Vinatzer. Il brasiliano Lucas Pinheiro Braathen, con il suo quinto posto provvisorio, completava un quadro di partenza estremamente combattuto, lasciando presagire una seconda manche dagli esiti aperti e potenzialmente rivoluzionari.
Il capolavoro di Vinatzer e il riscatto di Sala
È stato proprio nella seconda discesa, quella che tradizionalmente ribalta le gerarchie, che il panorama è mutato in modo sensazionale. Alex Vinatzer, ormai specialista delle rimonte spettacolari dopo il secondo posto rimontato a Beaver Creek in gigante, ha firmato il tempo assoluto più basso, recuperando ben ventuno posizioni e volando dal venticinquesimo al quarto posto della classifica finale. "Questo è lo slalom, ad un certo punto ci credevo", ha ammesso l'atleta gardenese, il quale, visti anche gli abbandoni di alcuni dei leader – come il francese Clement Noel, lo stesso Pinheiro Braathen e McGrath – ha per un attimo visto aprirsi la strada verso un obiettivo ancor più ambizioso. Al suo fianco, il ritorno al competitivo di Tommaso Sala, il quale, alla terza gara dopo un lungo stop forzato, ha chiuso al settimo posto, un risultato che suona come una rinascita e che ha riacceso l'entusiasmo nel gruppo azzurro.
Il nuovo corso della squadra tecnica italiana
La prova francese, nel suo complesso, ha delineato i contorni di una squadra delle discipline tecniche – affidata da quest'anno alle cure di coach Mauro Pini – in netta crescita e con un'identità più definita. La prestazione di Vinatzer, in particolare, lo candida a ricoprire il ruolo di leader in pista, una figura di riferimento capace di lottare per i piazzamenti di vertice con una costanza che mancava nelle stagioni recenti. Il pettorale rosso, ossia l'appartenenza al gruppo dei primi quindici al mondo, rappresenta per lui un obiettivo concreto, inseguito con tenacia sin dallo scorso inverno e oggi più vicino che mai dopo queste prestazioni di altissimo livello.




