Etna, nube di cenere alta 4 chilometri e allerta rossa per i voli: limitazioni all’aeroporto di Catania
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Redazione Esteri
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Una nuova intensa fase eruttiva è in corso ai crateri sommitali dell’Etna. La colonna di cenere ha raggiunto i 4 chilometri di altezza e si sta disperdendo in direzione Sud-Sud-Est, trasportata dai venti in quota. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, attraverso l’Osservatorio Etneo di Catania, ha emesso un avviso per il volo, il Vona (Volcano Observatory Notice for Aviation), di colore rosso: si tratta del livello più alto di allerta su una scala di quattro, che segnala la presenza di una nube di ceneri potenzialmente pericolosa per la navigazione aerea.
Il tremore vulcanico, il parametro che misura l’energia legata alla risalita del magma all’interno dell’edificio vulcanico, si mantiene su valori medio-bassi.
Restrizioni operative allo scalo di Fontanarossa
A seguito dell’attività eruttiva, il Network Coordination Office ha disposto la chiusura dello spazio aereo B1, quello direttamente interessato dal fenomeno. All’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania sono state introdotte limitazioni temporanee: fino alle 17 il numero massimo di atterraggi consentiti è fissato a 10 movimenti l’ora, rispetto ai 12 normalmente previsti.
La società di gestione dello scalo, la Sac, ha precisato che «al momento l’impatto sulle operazioni è ridotto e tutte le attività aeroportuali proseguono regolarmente», aggiungendo che la situazione è costantemente monitorata.
Il meccanismo delle restrizioni e il precedente di agosto
Le limitazioni al traffico aereo non derivano da un blocco indiscriminato dello scalo, ma dalla necessità di gestire il rischio legato alla cenere vulcanica. Le particelle abrasive possono danneggiare i motori degli aeromobili e compromettere la visibilità, rendendo necessarie misure di sicurezza proporzionate all’evoluzione del fenomeno. La chiusura del settore B1 risponde proprio a questa logica: isolare l’area direttamente sorvolata dal pennacchio eruttivo, mantenendo al contempo operativo il resto dello scalo catanese. Non si tratta, del resto, del primo episodio di questo tipo.
Poche settimane prima, nella prima metà di agosto, una fase eruttiva particolarmente prolungata aveva costretto a un lungo stop dell’aeroporto, con centinaia di voli cancellati e pesanti ripercussioni sui passeggeri in partenza e in arrivo dalla Sicilia orientale.
La sorveglianza dell’Osservatorio Etneo
Il monitoraggio dell’Etna è affidato alla rete strumentale dell’Osservatorio Etneo, che comprende telecamere di sorveglianza, stazioni sismiche e infrasoniche, reti GNSS e clinometriche, oltre ai campionamenti geochimici del plume vulcanico. Nelle settimane precedenti l’attività si era mantenuta su livelli variabili, con degassamento dai crateri sommitali ed emissioni pulsanti di cenere dal Cratere di Nord-Est, alternate a modesta attività stromboliana alla Bocca Nuova.
L’ampiezza media del tremore vulcanico si era attestata prevalentemente tra il livello basso e quello medio, con sorgenti localizzate in prossimità del Cratere di Nord-Est e della Voragine, a una quota compresa tra i 1.800 e i 3.000 metri sopra il livello del mare.
La diffusione delle ceneri e le misure per i passeggeri
La direzione di dispersione della nube verso Sud-Sud-Est rappresenta un elemento determinante per valutare l’impatto sull’aeroporto di Catania, che si trova a sud del vulcano. La cenere vulcanica, trasportata dai venti in quota, può raggiungere quote e distanze variabili a seconda dell’intensità dell’emissione e delle condizioni atmosferiche.
La Sac invita i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea prima di recarsi in aeroporto, una raccomandazione ricorrente in occasione delle fasi eruttive dell’Etna e finalizzata a evitare affollamenti negli spazi dello scalo in attesa di aggiornamenti. L’evoluzione dell’attività vulcanica e la conseguente dispersione del materiale eruttato restano sotto osservazione continua da parte degli enti preposti.
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