Etna, nube di cenere alta 4 chilometri al tramonto: ridotti gli atterraggi a Catania

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Una nube di cenere alta circa quattro chilometri si è innalzata dai crateri sommitali dell'Etna, disperdendosi in direzione Sud-Sud-Est. L'intensa attività eruttiva, ripresa in mattinata, ha spinto l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo di Catania a emettere un avviso VONA di colore rosso, il massimo livello di allerta per il traffico aereo su una scala di quattro. Il tremore vulcanico, l'indicatore che misura l'energia di risalita del magma, si mantiene su valori medio-bassi.

Limitazioni operative allo scalo di Catania

Le ripercussioni sull'aeroporto internazionale Vincenzo Bellini non si sono fatte attendere. Il Network Coordination Office ha disposto la chiusura temporanea di uno spazio aereo sopra il vulcano e introdotto restrizioni agli atterraggi. Se in condizioni di pieno regime lo scalo etneo può accogliere fino a dodici movimenti ogni sessanta minuti, in una prima fase la capacità è stata ridotta a dieci; successivamente il limite è sceso a cinque atterraggi l'ora. L'aeroporto è rimasto operativo, ma le limitazioni hanno comportato una contrazione significativa della capacità ricettiva.

La foto al tramonto e il contrasto quotidiano

La nube vulcanica ha offerto uno spettacolo visivo di notevole impatto, immortalato in una fotografia inviata a MeteoWeb da Antonella Infanta. L'immagine ritrae il cielo siciliano tingersi di sfumature rosate al calare del sole, con la colonna eruttiva che si staglia sullo sfondo. La didascalia che accompagna la segnalazione racchiude il paradosso di chi vive ai piedi del vulcano: «la meraviglia della nube dell'Etna al tramonto ed il disagio di chi viaggia».

Un'estate di disagi ricorrenti

Quello di oggi non è un episodio isolato. L'attività dell'Etna ha scandito l'intera stagione estiva con una sequenza serrata di avvisi per l'aviazione. Già ad agosto la prolungata emissione di cenere aveva costretto l'aeroporto di Catania a fare i conti con centinaia di voli cancellati o dirottati verso altri scali siciliani, tra cui Palermo e Comiso. Le autorità aeroportuali hanno più volte ribadito l'importanza, per i passeggeri, di verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea prima di raggiungere lo scalo, una raccomandazione che resta valida anche in questa fase.

Perché la cenere mette a rischio i motori

Le restrizioni non sono una misura precauzionale fine a se stessa. La cenere vulcanica è composta da frammenti abrasivi di roccia, minerali e vetro. Quando queste particelle vengono inalate dai motori a reazione, possono fondersi nelle sezioni ad alta temperatura e solidificarsi poi su componenti più fredde, ostacolando il flusso d'aria e provocando potenzialmente perdita di potenza o spegnimento. L'usura si estende anche a parabrezza, superfici dell'aeromobile e sensori.

La vicinanza dello scalo catanese alla fonte eruttiva rende la gestione operativa particolarmente complessa, perché basta una variazione dei venti in quota per indirizzare la nube verso le rotte di avvicinamento.

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