Giorgia e Sanremo: tra lacrime, standing ovation e polemiche

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Giorgia, che si definisce una pessimista convinta – «nella vita mi aspetto sempre il meteorite» –, non ha nascosto l’emozione dopo la sua esclusione dalla top five di Sanremo 2025. Commossa, ha ringraziato il pubblico dell’Ariston, che, nonostante il verdetto, le ha tributato una standing ovation, accompagnata dal coro «hai vinto tu». Un gesto che ha definito «un abbraccio popolare», capace di andare oltre il risultato finale. «Le mie sono state lacrime di gioia», ha spiegato a Domenica In, sottolineando come quell’applauso abbia rappresentato per lei un legame profondo con chi l’ha sostenuta.

La delusione per non aver raggiunto la finale, però, è stata immediatamente metabolizzata, anche se i fischi del pubblico alla proclamazione dei finalisti hanno fatto eco nella sala. Un contrasto netto tra il disappunto per il risultato e l’affetto dimostrato subito dopo, che ha lasciato il segno. Carlo Conti, direttore artistico del Festival, ha commentato: «Quella standing ovation vale più di qualsiasi posizione». Una frase che riassume il valore simbolico di un momento che trascende la classifica, spesso considerata una semplice «fotografia» di un istante.

Non sono mancate, tuttavia, le polemiche. Elodie, ad esempio, ha criticato sia il televoto che il voto della sala stampa, sostenendo che il pubblico abbia premiato «l’odiatissima Giorgia» – riferendosi a Giorgia Meloni – e che i giornalisti, a suo dire, avrebbero deliberatamente escluso Giorgia Todrani dalla cinquina finale, forse per favorire un podio tutto al maschile. Un’accusa che ha alimentato il dibattito, già acceso, sul ruolo delle donne nella musica e nella kermesse sanremese.

I bookmaker, che davano Giorgia tra i favoriti insieme a Olly, hanno visto solo in parte confermate le previsioni. Olly ha vinto, mentre Giorgia è rimasta ai margini della classifica, nonostante una canzone considerata migliore rispetto a quella presentata nel 2023. Un risultato che ha lasciato molti perplessi, soprattutto in un anno in cui l’artista è stata celebrata come un «monumento vivente» del pop italiano.

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