Sei Nazioni sotto la pioggia: l'Olimpico si protegge con i teli, Roma nella morsa del maltempo
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Redazione Interno
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Mentre il commissario tecnico Gonzalo Quesada svelava il XV con le inaspettate convocazioni di Leonardo Marin e Alessandro Fusco, pronte a portare una ventata di novità contro la Scozia, un altro tipo di perturbazione, ben più minacciosa, si preparava a investire la capitale. Le nubi, cariche d'acqua, hanno infatti preceduto l'atteso appuntamento del Sei Nazioni, costringendo le istituzioni a misure straordinarie. Il Dipartimento della Protezione Civile, coordinando le azioni con la regione, ha dichiarato lo stato di allerta arancione per il Lazio, prefigurando una situazione di potenziale pericolo a causa di eventi meteorologici intensi. Le previsioni, del resto, non lasciavano spazio a dubbi, annunciando per la capitale, a partire dalla sera di giovedì, un periodo di circa trenta ore caratterizzato da precipitazioni diffuse, rovesci violenti, attività elettrica e forti raffiche di vento.
Il campo blindato: i teli all'Olimpico per salvare il manto erboso
Per scongiurare il rischio di un terreno dissestato e garantire, nonostante tutto, il regolare svolgimento dell'incontro internazionale, Sport e Salute ha immediatamente predisposto contromisure eccezionali. Sul manto erboso dello stadio Olimpico, che dovrà ospitare la partita, sono stati infatti stesi grandi teloni impermeabili, una copertura protettiva il cui scopo è duplice: preservare l'integrità del campo, assicurando condizioni di giacciao almeno accettabili, e proteggere l'incolumità degli atleti da possibili infortuni legati a un fondo scivoloso e irregolare. Una decisione tecnica necessaria, quella di ricoprire l'arena, dettata dalla volontà di non far prevalere le avversità climatiche sulla passione sportiva, sebbene l'effetto spettacolare dell'evento potrebbe essere comunque compromesso dalle proibitive condizioni atmosferiche.
La città in ginocchio: alberi caduti e strade interrotte
La furia degli elementi, del resto, ha già mostrato i suoi primi effetti sulla città, ben prima del fischio d'inizio. Nella notte, il maltempo ha scatenato la sua forza su diversi quartieri, abbattendo alberi e provocando significativi disagi alla viabilità. Uno di questi, cadendo in via Monti delle Capre, nella zona del Trullo, ha non solo ostruito la carreggiata ma ha anche sradicato parte del marciapiede, rendendo indispensabile l'intervento dei soccorsi per la messa in sicurezza dell'area e il ripristino della circolazione. Altri episodi simili si sono verificati in zona Flaminia, segnalando una vulnerabilità diffusa del territorio urbano di fronte a venti di particolare intensità, che hanno strappato le piante più deboli dalle loro radici.
Un'intera penisola nella morsa del cattivo tempo
La perturbazione che sta colpendo Roma, tuttavia, non è un fenomeno isolato ma parte di un quadro meteorologico ampio e complesso, destinato a prolungarsi anche nei prossimi giorni. L'allerta arancione, infatti, oltre che sul Lazio, è stata dichiarata anche sulla Calabria, mentre ben tredici ulteriori regioni italiane sono state poste in stato di allerta gialla. Una nuova perturbazione atlantica, in arrivo dalle coste francesi, si sta infatti dirigendo verso il Mediterraneo occidentale, minacciando di portare piogge diffuse dapprima sull'Emilia-Romagna e su gran parte del centro-sud, per poi estendersi progressivamente verso est. A corredo delle precipitazioni, si prevede un generale rinforzo dei venti, che soffieranno prevalentemente da ovest, prolungando così una fase di marcata instabilità destinata a caratterizzare l'intero fine settimana e l'inizio della settimana successiva.




