Torino-Verona (1-0), il gol dell’ex Simeone e la traversa di Gagliardini decidono la 32ª giornata di Serie A

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Redazione Sport Redazione Sport   -   All’Olimpico grande Torino, la trentaduesima giornata di Serie A regala un copione tanto atteso quanto, per certi versi, impietoso per l’Hellas Verona, che esce sconfitto con il risultato di 1-0 nonostante un primo tempo giocato, a tratti, persino meglio dei padroni di casa. È il più classico dei gol dell’ex a rompere l’equilibrio: quella firma che porta il cognome di Simeone, l’attaccante argentino passato dalla parte del Toro dopo esperienze altrove, raccoglie l’invito preciso di Pedersen e, con un diagonale secco, batte Montipò. Il pubblico di casa esulta, ma la partita – va detto – era tutt’altro che chiusa.

L’immediata reazione del Verona e un legno che fa tremare l’Olimpico

La risposta degli scaligeri, a dire il vero, non si fa attendere neppure un minuto. Gagliardini – uno dei pochi a cercare la via della porta con insistenza – sale in cattedra e imprime al suo colpo di testa una traiettoria che si infrange sulla traversa, lasciando Paleari battuto e immobile. Una reazione veemente, quasi rabbiosa, che restituisce l’immagine di un Verona che non vuole arrendersi alla logica di una classifica pesantissima. Perché sì, la stagione dell’Hellas è maledetta, il campo non parla bene di questa squadra, eppure c’è un orgoglio ferito che prova a emergere.

L’errore fatale di Ismajli e la freddezza chirurgica di Bowie

Ed è proprio da un gesto tecnico difensivo mal riuscito – un rilancio di Montipò letto male da Ismajli – che nasce il definitivo svantaggio. Il centrale granata, infatti, si lascia sfuggire il controllo del pallone, regalando strada libera a Bowie. L’attaccante del Verona, va detto, non ha avuto bisogno di pensarci due volte: spietato davanti a Paleari, deposita la sfera in rete con una freddezza che sa di rivalsa personale. Per l’Hellas è il gol del pari, ma anche il simbolo di una giornata in cui la sufficienza in fase di impostazione è costata cara. Dall’altra parte, mister Roberto D’Aversa schiera un Torino con Casadei titolare – novità interessante nel centrocampo a tre – e una coppia offensiva formata da Simeone e Adams. Il Verona, invece, affidato alle scelte di Paolo Sammarco, rinuncia a Orban (partirà dalla panchina) e punta sulla coppia Bowie-Harroui.

Le formazioni ufficiali e l’arbitro Bonacina in una gara senza esclusione di colpi

La 32ª giornata, ricordiamolo, si era aperta con il netto 3-0 della Roma sul Pisa (tripletta stagionale di Donyell Malen) e alle 15 si giocavano contemporaneamente anche Cagliari-Cremonese. Qui all’Olimpico, l’arbitro Kevin Bonacina (sezione di Serie A) ha cercato di tenere in pugno una gara nervosa, spezzettata da falli tattici e da qualche acceso battibecco. Il Torino si è presentato con un 3-4-1-2: Paleari tra i pali; Coco, Ismajli ed Ebosse in difesa; Pedersen, Casadei, Gineitis e Obrador a centrocampo; Vlasic trequartista; Simeone e Adams in avanti. A disposizione: Israel, Siviero, Prati, Ilkhan, Ilic, Maripan, Anjorin, Kulenovic, Lazaro, Biraghi, Marianucci, Tameze, Nije. Il Verona, invece, ha risposto con un 3-5-2: Montipò; Nelsson, Edmundsson, Frese; Oyegoke, Akpa Akpro, Gagliardini, Bernede, Belghali; Harroui e Bowie. In panchina: Perilli, Toniolo, Valentini, Sarr, Bradaric, Lirola, Orban, Slotsager, Mosquera, Niasse, Isaac, Fallou, Ajayi, Al-Musrati. Un match giocato più per la maglia che per la classifica, come spesso accade in queste fasi di campionato. Il Verona è quasi in B, quasi. Ma c’è un finale di stagione da onorare, e questa sconfitta – per quanto amara – non cancella la dignità mostrata a tratti.

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