Oro e argento in tempesta, i metalli preziosi sfidano la guerra commerciale
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
I mercati finanziari globali, scossi dall’inasprirsi del conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina, stanno vivendo una fase di straordinaria turbolenza, nella quale i tradizionali beni rifugio come l’oro e l’argento registrano performance eccezionali mentre le borse vacillano. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dopo aver bloccato le esportazioni cinesi di terre rare, ha imposto dazi aggiuntivi del cento per cento, una mossa che ha provocato la risposta immediata di Pechino, la quale ha proibito ai propri cittadini qualsiasi rapporto commerciale con le filiali statunitensi del colosso cantieristico sudcoreano Hanwha Ocean. "Vogliono trascinare tutti gli altri con loro", ha dichiarato il segretario al Tesoro Scott Bessent, commentando la strategia della Cina in un’intervista al Financial Times, mentre le Borse riprendevano il declino della settimana precedente.
Il sorpasso dell'argento
Se l’oro ha infranto il muro dei 4.100 dollari l’oncia, aggiornando record su record sullo sfondo delle tensioni geopolitiche e delle attese riguardo ai tassi d’interesse americani, a stupire gli analisti è stata senza dubbio l’impennata dell’argento, che ha raggiunto livelli mai osservati in precedenza. Il metallo grigio, infatti, ha toccato i 52,12 dollari l’oncia a Londra, superando così il picco storico che resisteva dal lontano 1980, in un rally che, da gennaio, lo ha visto crescere di un incredibile 85%, outperforming persino il più celebrato oro, il quale pure ha segnato un più che robusto 60%.
La domanda che trainna i rialzi
La corsa dei metalli preziosi, che sta caratterizzando il 2025 come una delle loro annate più fulgide, non è guidata esclusivamente dalla speculazione o dalla ricerca di sicurezza in tempi incerti. A sostenere i prezzi, in particolare quello dell’argento, concorrono dinamiche di domanda reale e culturale, come la consistente acquisizione del metallo da parte dell’India, dove viene tradizionalmente utilizzato in grandi quantità per la gioielleria legata alle cerimonie nuziali. Questo fattore, unito all’impiego industriale del metallo, ne ha amplificato la scarsità in condizioni di mercato già particolarmente tese.
La scena dei metalli e delle borse
Nella giornata di martedì, dopo aver segnato un ulteriore primato assoluto a 53 dollari l’oncia, l’argento ha registrato un calo, assestandosi su valori prossimi ai 52 dollari, in una correzione tecnica che non intacca la solidità del trend rialzista. Anche l’oro, dopo aver toccato 4.190,90 dollari, ha parzialmente smorzato i propri guadagni, scendendo verso i 4.158 dollari. Questi movimenti, seppur rilevanti, appaiono come normali oscillazioni in un contesto di forte volatilità, che vede gli investitori spostare capitali dai titoli azionari, penalizzati dalla guerra dei dazi, verso asset considerati più stabili nel lungo periodo.




