Ucraina, l'UE colpisce la rete russa di reclutamento in Africa
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Redazione Esteri
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L'Unione europea ha rimosso decine di siti web e centinaia di annunci collegati a una rete russa di reclutamento di mercenari in Africa, utilizzata per attirare persone da impiegare nella guerra in Ucraina. Lo ha annunciato il 12 ottobre l'Alta rappresentante dell'UE per la politica estera, Kaja Kallas, al termine della riunione del Consiglio Affari esteri a Lussemburgo. L'intervento rientra nelle iniziative europee contro la disinformazione e le operazioni di influenza organizzate da soggetti collegati al Cremlino.
Le false offerte di lavoro utilizzate per arruolare combattenti
Le indagini giornalistiche hanno individuato un sistema di reclutamento ingannevole rivolto soprattutto a giovani africani. Gli annunci promettevano impieghi civili, opportunità sportive, programmi di studio oppure la possibilità di ottenere uno status legale nella Federazione russa. Una volta arrivati a destinazione, i candidati venivano invece costretti a firmare contratti militari redatti in lingua russa. Il meccanismo consentiva di attirare persone che non erano consapevoli della reale natura delle proposte ricevute e che si ritrovavano coinvolte nel conflitto. Le piattaforme digitali e le inserzioni pubblicitarie costituivano gli strumenti attraverso i quali raggiungere i potenziali candidati.
La questione è stata affrontata durante una sessione di lavoro dedicata alla manipolazione delle informazioni e alle interferenze straniere. La responsabile della diplomazia europea ha spiegato che Bruxelles ha esteso a 65 Paesi i programmi di formazione destinati a contrastare la disinformazione. Tra le ulteriori iniziative annunciate figura la proposta di inserire 100 nuovi soggetti nelle liste delle sanzioni contro le infrastrutture russe responsabili delle operazioni di manipolazione informativa. L'UE intende inoltre approfondire la cooperazione con i Paesi partner con i quali ha già stabilito accordi di sicurezza e difesa.
Attacchi con droni e difficoltà nelle comunicazioni satellitari
Sul fronte militare, un attacco russo con droni ha provocato un incendio nell'area di un deposito di petrolio a Sepetivka, nella regione occidentale ucraina di Khmelnytskyi. A comunicarlo attraverso Telegram è stato Serhiy Tyurin, capo dell'amministrazione regionale, citato dal Kyiv Independent. Nello stesso contesto bellico sono stati segnalati attacchi con velivoli senza pilota contro diverse regioni russe, compreso un episodio che ha interessato un centro dati di Yandex. Le operazioni hanno coinvolto infrastrutture energetiche e tecnologiche situate su entrambi i lati del confine.
Un'altra difficoltà per le forze ucraine riguarda Starshield, il sistema di comunicazioni satellitari di SpaceX impiegato per esigenze militari. Denys Senik, incaricato d'affari dell'Ucraina negli Stati Uniti, ha dichiarato in un'intervista a Newsmax2 che Kiev attende una risposta ufficiale dal Pentagono e dall'azienda americana sul pieno ripristino del servizio. La velocità delle connessioni ha registrato miglioramenti rispetto ai giorni precedenti, ma presenta ancora oscillazioni. Il diplomatico ha sottolineato che le riduzioni delle prestazioni della rete incidono direttamente sulla capacità ucraina di intercettare i bersagli aerei russi, rendendo particolarmente importante la disponibilità di collegamenti affidabili per i sistemi di difesa.
La telefonata tra Papa Leone XIV e Putin per la crisi di Oleshky
Un'iniziativa diplomatica è arrivata anche dal Vaticano. Il 16 ottobre Papa Leone XIV ha avuto una conversazione telefonica con il presidente russo Vladimir Putin, durante la quale ha chiesto una tregua umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson. Secondo la Sala Stampa della Santa Sede, il Pontefice ha espresso profonda preoccupazione per le condizioni della popolazione civile, sollecitando la possibilità di far arrivare aiuti alimentari e sanitari e di organizzare evacuazioni volontarie in sicurezza. La località si trova in territorio occupato dalle forze russe dal 2022.
Il colloquio è avvenuto mentre il Papa era ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma dopo un intervento chirurgico al polmone. Il Vaticano ha precisato che l'iniziativa telefonica è partita dal Pontefice. Da parte sua, il Cremlino ha manifestato disponibilità a cooperare per l'assistenza alla popolazione, senza annunciare esplicitamente l'accettazione di un cessate il fuoco. Secondo le dichiarazioni del ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, nella città si trovano circa 1.700 abitanti, fra i quali 47 bambini. Il responsabile della diplomazia di Kiev ha denunciato gravi carenze di cibo e medicinali e difficoltà nell'accesso degli organismi umanitari internazionali.
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