Funerale di Claudio Sterpin, l'ultima corsa tra amici e bersaglieri: assente Visintin
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Redazione Interno
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Amici, parenti e il mondo dell'atletica leggera triestina si sono stretti questa mattina attorno alla famiglia di Claudio Sterpin, l'86enne ex maratoneta scomparso una settimana fa e divenuto, suo malgrado, uno dei volti più noti del giallo di Liliana Resinovich. Le esequie, celebrate al cimitero di Sant'Anna, hanno visto una partecipazione di folla che gli addetti ai lavori hanno stimato in circa cinquecento persone, un'affluenza che ha riempito gli spazi della camera ardente e si è poi dispersa lungo i viali del camposanto seguendo il feretro -4-10. Un picchetto d'onore dell'associazione bersaglieri, di cui Sterpin faceva parte, ha accompagnato la bara, quasi a voler sottolineare quel legame con le sue passioni sportive che per decenni lo avevano reso una figura conosciuta e stimata in città, ben prima che i riflettori della cronaca giudiziaria si accendessero su di lui -4-6.
Tra i banchi, a mescolarsi al dolore delle due figlie e dei parenti più stretti, c'era anche chi quel dramma lo vive da protagonista silenzioso da oltre quattro anni. Sergio Resinovich, fratello di Liliana, ha voluto essere presente per porgere un saluto all'uomo che era stato l'ultimo a sentire la voce della sorella al telefono. Al termine della funzione, mentre la bara usciva, il suo commento è stato un reiterato e sofferto «mi dispiace», un mormorio che ha preceduto il suo rapido allontanarsi senza rilasciare dichiarazioni ai cronisti presenti -4-10. Accanto a lui, Silvia Radin, la cugina di Liliana, ha scelto il silenzio, così come del resto hanno fatto molti dei familiari, visibilmente provati e forse stanchi di vedere quel legame familiare intrecciarsi inestricabilmente con una vicenda processuale ancora aperta. Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha voluto portare il suo personale omaggio, fermandosi per alcuni minuti accanto alla salma, sulla quale spiccava una fotografia che ritraeva Sterpin con l'inseparabile cappello piumato del militare -6-10.
Un'assenza annunciata e poi confermata, quella di Sebastiano Visintin
Ciò che però ha attirato l'attenzione di molti dei presenti, e che era nell'aria da giorni, è stato il vuoto lasciato da Sebastiano Visintin. Il marito di Liliana Resinovich, unico indagato per la morte della moglie, aveva inizialmente manifestato l'intenzione di partecipare al funerale, dichiarando in televisione, alla trasmissione "Dentro la notizia" condotta da Gianluigi Nuzzi, che ci sarebbe andato, ma non da solo -3-9. Una volontà, quella di rendere omaggio a Sterpin, che Visintin aveva motivato con il desiderio di riconoscere il suo contributo al mondo dello sport e ai giovani atleti di Trieste, al di là delle tensioni personali e giudiziarie che li avevano divisi -1. Tuttavia, a poche ore dalla cerimonia, era sopraggiunto il ripensamento: l'uomo aveva fatto sapere, tramite i media locali, di aver compreso che la sua presenza, per quanto gesto dettato da buona fede, avrebbe potuto essere fraintesa e strumentalizzata, portandolo così a desistere -1-2.
Un'assenza, la sua, che stride con le parole pronunciate pochi giorni prima sempre in televisione, quando Visintin aveva riconosciuto che Sterpin, con la sua scomparsa, si era portato nella tomba «tantissime cose che sa solo lui», una sorta di segreti legati alla vicenda di Liliana che l'86enne non gli aveva mai voluto rivelare -3-9. Nonostante i rapporti, mai sereni, fossero stati segnati da anni di accuse reciproche e battaglie legali – con Sterpin che sosteneva fermamente l'imminente inizio di una convivenza con Liliana e Visintin che ha sempre negato questa ricostruzione – il marito della donna aveva comunque tenuto a precisare la sua posizione, affermando di non ritenere che l'ex podista c'entrasse con la morte di Liliana -3-7-9.
L'addio della città al "gentiluomo del passo" tra atletica e ricordi
La cerimonia, officiata dal diacono Pierino Valent, ha avuto i toni sobri e raccolti che si addicono a un uomo di 86 anni, ma il calore dell'affetto popolare è emerso dalla semplice presenza di tanti volti noti e meno noti. Ad accomunare molti di coloro che hanno voluto stringersi attorno alle figlie di Sterpin c'era la memoria dell'atleta, di quel "gentiluomo del passo" che aveva solcato le strade in lungo e in largo, guadagnandosi l'appellativo negli anni Ottanta per le sue imprese di maratoneta -4-6. Il mondo dell'atletica leggera giuliana ha risposto presente, riconoscendo in lui non solo il protagonista dell'ultima telefonata con Liliana Resinovich – un dettaglio che lo ha proiettato in una cronaca ben più cupa – ma il compagno di tante gare e di una vita spesa per lo sport.
Un legame, quello tra Sterpin e Liliana, risalente alla gioventù, che lui non aveva mai smesso di raccontare come una storia d'amore mai sopita e destinata a riprendere forma in una convivenza interrotta solo dalla tragedia del 2022 -6-7-10. Una narrazione che ha contribuito a fare di lui una figura divisiva, certo, ma che oggi lascia spazio soprattutto al ricordo dell'uomo che, fino all'ultimo, ha continuato a chiedere verità per quell'amica, partecipando a trasmissioni, rilasciando interviste e persino presentandosi a manifestazioni pubbliche con la sua fotografia tra le mani -7. Il feretro, seguito da un corteo silenzioso, ha raggiunto il luogo della sepoltura mentre un intero pezzo di storia triestina, quella faticosa e genuina dei maratoneti e dei bersaglieri, accompagnava Claudio Sterpin nella sua "ultima corsa tra le nuvole", come qualcuno tra la folla ha voluto ricordare con uno striscione informale -4.




