Microsoft licenzia migliaia di dipendenti, tra proteste e progetti cancellati: la svolta verso l'IA divide
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Quello che sta accadendo a Microsoft, con oltre 20.000 licenziamenti dall’inizio del 2023 – di cui 9.000 solo nell’ultima ondata – ha scatenato un acceso dibattito tra sviluppatori e addetti ai lavori. Molti di loro, attraverso i social network, hanno definito questi tagli «uno spreco di talenti», soprattutto alla luce degli ultimi risultati finanziari della compagnia, che ha chiuso l’ultimo trimestre con 26 miliardi di dollari di profitti. Una cifra che, per dare un’idea, supera interi capitoli di spesa dello Stato italiano.
Tra i reparti più colpiti c’è quello gaming, con Xbox al centro di una tempesta. Progetti come Perfect Dark, il cui sviluppo era affidato a The Initiative e Crystal Dynamics, sono stati cancellati, insieme a uno studio intero. Lo stesso destino è toccato a un MMORPG non ancora annunciato di Zenimax Online e a Everwild di Rare, lasciando molti fan delusi. Non solo: alcuni producer di Xbox, in risposta alle proteste, hanno suggerito ai dipendenti licenziati di «farsi aiutare dall’intelligenza artificiale», una frase che ha ulteriormente alimentato le polemiche.
La strategia di Microsoft sembra ormai chiaramente orientata verso un massiccio investimento nell’IA, anche a costo di sacrificare settori storici come il gaming. Se da un lato l’azienda giustifica i licenziamenti come una necessità per «adattarsi a un mercato in evoluzione», dall’altro cresce lo scetticismo su quanto questa rivoluzione tecnologica possa davvero compensare la perdita di competenze e creatività.




