L’intelligenza artificiale ridefinisce il lavoro: una survey per misurare l’impatto
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Redazione Economia
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L’intelligenza artificiale (AI) sta trasformando radicalmente i modelli produttivi e organizzativi, ma la sua diffusione, benché pervasiva, rimane un fenomeno ancora poco mappato. Per colmare questo vuoto, Assolombarda, in collaborazione con il centro di ricerca ITIR dell’Università di Pavia, ha avviato un’indagine volta a misurare come le aziende stiano integrando queste tecnologie, quali effetti abbiano sui processi interni e quali logiche ne governino l’adozione. L’obiettivo, come spesso accade quando si affrontano temi di frontiera, è comprendere non solo il “cosa”, ma anche il “come” e il “perché”.
Se da un lato l’economia digitale cresce a ritmi sostenuti, trainata da settori che fanno della tecnologia il proprio motore, dall’altro il mercato del lavoro subisce una ridefinizione senza precedenti. Le professioni si evolvono, le mansioni si frammentano o si ricompongono, e persino la composizione della forza lavoro muta sotto la spinta di algoritmi sempre più sofisticati. Non si tratta più soltanto di automazione, bensì di una riorganizzazione sistemica che tocca ruoli, competenze e gerarchie.
Le implicazioni etiche, del resto, sono diventate centrali nel dibattito pubblico solo di recente. Se i principi di Asilomar nel 2017 hanno segnato un primo passo verso una regolamentazione consapevole, le questioni aperte restano numerose: dalla prevenzione di discriminazioni algoritmiche nella selezione del personale alla tutela della privacy, fino ai limiti del controllo esercitato attraverso sistemi di sorveglianza digitale. Questioni che, come dimostrano alcune inchieste giudiziarie recenti, non sempre trovano risposte univoche nelle normative attuali.
Nel settore industriale, dove l’adozione dell’AI è particolarmente intensa, il cambiamento è già tangibile. Macchinari interconnessi, analisi predittiva dei guasti e ottimizzazione degli approvvigionamenti sono solo alcuni esempi di come la tecnologia stia riscrivendo le regole della produttività. Ma se da una parte si creano nuove opportunità, dall’altra emergono interrogativi su quali competenze saranno necessarie domani e come prepararsi a uno scenario in continua evoluzione.




