Porti, i numeri da record di Civitavecchia e il nuovo hub formativo conquistano Miami

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Si è conclusa da pochi giorni la missione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale al Seatrade Cruise Global di Miami, e i risultati, a conti fatti, non potrebbero essere più incoraggianti per il sistema portuale laziale. La delegazione guidata dal presidente Raffaele Latrofa ha portato a casa ben più di una semplice stretta di mano, ottenendo il via libera di fatto dai grandi operatori internazionali su due fronti strategici: la crescita immediata del traffico passeggeri, che vede Civitavecchia avviarsi verso un nuovo record storico, e il varo di un progetto ambizioso legato alla formazione. È stata proprio la conferma del trend di crescita, d’altronde, a fare da traino agli incontri: lo scalo di Civitavecchia si prepara a chiudere il 2026 con circa 3,75 milioni di passeggeri, un numero che non solo consolida la sua leadership nel Mediterraneo ma che getta le basi per il sorpasso definitivo, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere quota quattro milioni entro il 2028.

Un sistema (Civitavecchia, Fiumicino, Gaeta) sempre più integrato

Non si è parlato solo di numeri assoluti, però, perché l’offerta presentata a Miami punta sulla diversificazione e sulla complementarietà dei tre scali. Se Civitavecchia resta il gigante incontrastato del traffico crocieristico di massa, non possiamo ignorare le importanti novità che riguardano i porti minori; Gaeta, per esempio, è stata rilanciata come destinazione ideale per il segmento delle navi di lusso, un mercato ad alto valore aggiunto che sta mostrando un interesse concreto, con alcune compagnie che hanno già pianificato visite ispettive per valutare il potenziale del territorio. Parallelamente, anche Fiumicino torna al centro delle strategie di sviluppo, inserito in un disegno che mira a sfruttare la vicinanza con l’aeroporto internazionale per intercettare flussi turistici sempre più veloci e interconnessi. È un approccio, questo, che trasforma l’intera regione in un unico grande hub logistico e turistico.

L’hub della formazione piace ai big mondiali delle crociere

L’altro grande risultato conseguito al Seatrade Cruise Global riguarda il futuro del capitale umano, un tema caldo per un settore che fatica a trovare personale qualificato. L’Autorità portuale, attraverso le parole del presidente Latrofa e del dirigente Malcolm Morini, ha presentato ufficialmente il progetto per la realizzazione di un hub formativo dedicato alla blue economy. L’idea, che ha suscitato un ampio consenso tra i principali operatori internazionali, è quella di creare un sistema coordinato (non un singolo luogo fisico, ma una rete) per formare le figure professionali richieste dalle compagnie di navigazione e dall’intera filiera marittimo-logistica. Basti pensare che solo nel 2025 sono transitati dagli scali circa 1,3 milioni di membri di equipaggio, un bacino enorme che necessita di competenze tecniche e linguistiche sempre più specifiche. L’obiettivo, insomma, è ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, un problema che rischia di frenare la crescita esponenziale del comparto.

L’Italia regina d’Europa e lo Stretto fa sistema

Il contesto in cui si inseriscono queste operazioni è quello di un’industria crocieristica italiana che non accenna a fermarsi. Secondo l’ultimo studio diffuso da Clia (l’associazione internazionale delle compagnie), l’Italia si conferma la regina delle crociere in Europa con un impatto economico complessivo di 18,1 miliardi di euro nel 2024, pari al 28% del totale continentale; un dato in netta crescita rispetto ai 14,7 miliardi del 2023, che certifica come il nostro Paese sia ormai il mercato di riferimento assoluto per i grandi armatori. La fiera di Miami, oltre a essere stata una vetrina per il Tirreno, ha visto protagonista anche l’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, che ha presentato l’offerta integrata di Messina, Reggio Calabria e Milazzo. Un’iniziativa, quest’ultima, che restituisce una conferma chiara dell’attrattività dell’intero sistema portuale nazionale, dove i singoli scali, pur mantenendo la loro identità, scelgono di presentarsi al mercato globale come un’unica grande destinazione capace di offrire esperienze diversificate.

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