"I fantastici 4: Gli inizi", la Marvel torna alle origini tra sfide al box office e un film che funziona

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Mentre il nuovo Superman di James Gunn domina il botteghino, I fantastici 4: Gli inizi arriva oggi nelle sale, riaccendendo la rivalità tra Marvel e l’ex regista della Casa delle Idee, ora alle prese con il DC Universe. Se il film sull’Uomo d’Acciaio ha un vantaggio numerico, quello diretto da Matt Shakman – che segna il ritorno della Prima Famiglia Marvel dopo anni di tentativi falliti – punta a conquistare il pubblico con una storia più intima, lontana dagli eccessi spettacolari degli ultimi anni.

“Siete voi i protettori di questo pianeta?”, chiede l’araldo di Galactus al quartetto, in una scena che riprende lo spirito originale dei fumetti. La risposta, qualche minuto dopo, è un secco “Noi vi proteggeremo”, pronunciato davanti a un mondo sull’orlo del collasso. Il film, che si apre con una finta trasmissione televisiva in stile anni ’60, gioca sull’ironia e sul dinamismo, evitando il tono epico che ha caratterizzato altre pellicole del MCU.

Con un budget di oltre 300 milioni di dollari e una gestazione durata un decennio – tra i diritti contesi della Fox, il progetto abortito di Josh Trank e le riscritture infinite – I fantastici 4: Gli inizi rappresenta una scommessa cruciale per Kevin Feige. Non solo perché introduce ufficialmente la Fase 6 dell’universo Marvel, ma perché riporta in auge personaggi che, nonostante i flop precedenti, rimangono iconici.

Il cast, guidato da Pedro Pascal nel ruolo di Reed Richards, riesce a dare spessore a un gruppo di eroi “con superproblemi”, come li definiva Stan Lee. Le dinamiche familiari, spesso trascurate in favore dell’azione, qui tornano centrali, regalando momenti di autentica freschezza. E se Galactus, minaccia annunciata da tempo, è tratteggiato con più suggestione che CGI, è proprio questa scelta a rendere il villain più credibile.

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