Occupazione in crescita, ma i salari restano al palo
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Redazione Economia
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I dati recenti confermano che, almeno per il momento, l'occupazione non risente del rallentamento economico. Tuttavia, l'andamento demografico renderà difficile incrementarla ulteriormente. Intanto, i salari continuano a inseguire l'inflazione.
Nonostante la frenata del numero di occupati segnalata a settembre dalla Rilevazione Istat sulle forze di lavoro, interpretata come un riallineamento logico e atteso con altri parametri importanti come la produzione industriale e l'export, a ottobre si registra un aumento dei posti di lavoro, specialmente dei contratti a tempo indeterminato. Cala il tasso di disoccupazione, ma nel comparto industriale cresce il ricorso alla cassa integrazione e il Pil rimane stazionario.
A ottobre, dopo il calo di settembre, il numero di occupati cresce di 47mila unità, raggiungendo 24 milioni 92mila. L'Istat comunica che l'aumento riguarda i dipendenti permanenti, che salgono a 16 milioni 210mila, e gli autonomi, che arrivano a 5 milioni 158mila. Al contrario, i dipendenti a termine diminuiscono a 2 milioni 724mila.
Il "Secolo d'Italia" ha recentemente titolato sul record di occupazione registrato dall'Italia a ottobre 2024, con ottocentomila posti di lavoro creati, numeri molto vicini alle promesse berlusconiane di qualche anno fa.




