Trump: "Zelensky e Putin pronti a un accordo", ma intanto Kharkiv colpita da raid
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Redazione Esteri
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Mentre Donald Trump sostiene che Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin sarebbero disposti a trovare un’intesa per porre fine alla guerra in Ucraina, la realtà sul campo racconta una storia diversa. Nella tarda serata di ieri, un attacco con droni russi ha colpito Kharkiv, causando la morte di almeno tre civili e il ferimento di altre 32 persone. Un episodio che, seppur inserito in un contesto bellico ormai consolidato, dimostra come le parole ottimistiche del presidente americano si scontrino con una dinamica ancora segnata dalla violenza.
Trump, parlando ai giornalisti a bordo dell’Air Force One durante il volo verso Miami, ha espresso fiducia nella possibilità di raggiungere un accordo. "Penso che Zelensky e Putin siano pronti", ha affermato, aggiungendo che l’Europa non sarebbe riuscita a gestire il leader russo, mentre lui – una volta tornato alla Casa Bianca – potrebbe farlo. Una convinzione che, se da un lato riflette la sua retorica sulla necessità di chiudere rapidamente il conflitto, dall’altro non tiene conto delle complessità diplomatiche e militari che hanno finora impedito una soluzione negoziata.
Intanto, a Washington, Kirill Dmitriev, inviato speciale di Putin, ha incontrato alcuni esponenti dell’amministrazione Trump, in quella che rappresenta la prima visita di un alto funzionario russo negli Stati Uniti dall’inizio dell’invasione del febbraio 2022. "Stiamo assistendo a una dinamica positiva nelle nostre relazioni", ha dichiarato Dmitriev ai media russi, lasciando intendere che potrebbero esserci margini per un dialogo più strutturato.
Sul fronte diplomatico, intanto, il Vaticano sembra mantenere un ruolo attivo. Monsignor Paul Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, ha parlato al telefono con il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, ricevendo espressioni di "gratitudine" per le iniziative volte a fermare le ostilità. Tuttavia, come ha precisato il segretario di Stato americano Marco Rubio, il governo Usa non intende permettere che i colloqui si protraggano all’infinito senza risultati concreti.




