Trump accusa Obama di tradimento e diffonde un fotomontaggio: la guerra politica si fa surreale
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Redazione Esteri
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Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, ha rilanciato con forza l’offensiva contro il suo predecessore Barack Obama, accusandolo di aver orchestrato un complotto per delegittimare la sua vittoria elettorale del 2016. Secondo quanto sostenuto dal tycoon, citando un recente rapporto dell’intelligence, Obama avrebbe ordinato la manipolazione di documenti per avallare la tesi delle interferenze russe a suo favore, un’operazione che Trump definisce «tradimento». Se le parole non lasciano spazio a equivoci – «stiamo indagando», ha scritto su Truth Social –, ancora più eclatante è stato il gesto successivo: la condivisione di un fotomontaggio in cui Obama, ritratto al volante di un’auto bianca, viene inseguito da veicoli della polizia guidati dallo stesso Trump e dal vicepresidente J.D. Vance. L’immagine, che riecheggia volutamente l’inseguimento di O.J. Simpson negli anni Novanta, è stata diffusa come meme, trasformando una polemica politica in una battaglia di propaganda visiva.
La risposta di Obama non si è fatta attendere, liquidando le accuse come «ridicole», mentre il suo team ha parlato di un «debole tentativo» per distogliere l’attenzione dai nuovi sviluppi del caso Epstein, che coinvolge numerose personalità vicine all’attuale amministrazione. Se Trump insiste nel dipingere il Russiagate come una macchinazione democratica, gli osservatori notano come la strategia serva anche a creare cortine fumogene, spostando il dibattito su terreni più congeniali.




