Il pontefice in visita a sorpresa a palazzo della Minerva per la Bibbia di Borso d'Este

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un blitz istituzionale, durato poco meno di mezz’ora ma denso di significati, ha visto protagonista Papa Leone XIV che ha fatto ingresso a sorpresa nel palazzo del Senato a piazza della Minerva. La meta, che ha motivato la visita non annunciata, era l’esposizione dedicata alla Bibbia di Borso d’Este, uno dei massimi capolavori dell’arte miniatoria rinascimentale, collocata nella sala capitolare e inserita nel calendario degli eventi giubilari. Il pontefice, il cui arrivo è fissato per le tre del pomeriggio, è stato accolto, oltre che dal presidente dell’assemblea Ignazio La Russa, dal segretario generale del Senato e dal cardinale segretario di Stato, in un clima che ha mescolato la solennità dell’evento con l’inusitata natura della circostanza.

Il coro polifonico e l’accoglienza di La Russa

La visita, definita dal padrone di casa come un “grande onore”, si è svolta all’insegna di una commistione tra arte, fede e istituzioni, mentre il coro polifonico del Senato intonava tradizionali canti natalizi, tra i quali l’“Adeste Fideles”, creando un sottofondo solenne al percorso del pontefice. L’evento, che ha richiesto un dispiegamento eccezionale di misure di sicurezza attirando non solo l’attenzione dei media ma anche quella di numerosi cittadini e turisti radunati nella piazza, rappresenta una prima assoluta per Leone XIV, segnando il suo ingresso in Senato da pontefice.

Il capolavoro estense e il network dell’esposizione

L’invito, esteso al Papa dal presidente La Russa e dal sottosegretario, è stato raccolto con l’intento di ammirare da vicino il manufatto, la cui realizzazione si deve a una schiera di artisti di corte e che simboleggia un vertice della cultura figurativa del Quattrocento italiano. La mostra, che gode di un prestigioso partenariato istituzionale che coinvolge, tra gli altri, la Presidenza del Consiglio, il Ministero della Cultura e l’Istituto Treccani, si configura dunque come un tassello di rilievo nel più ampio mosaico delle iniziative legate al Giubileo, ponendo al centro un’opera il cui valore trascende la pura dimensione estetica per abbracciare quella spirituale e storica.

I temi dell’incontro e la benedizione del presepe

Oltre alla visione privata del codice miniato, la brevissima permanenza ha incluso altri momenti significativi, tra cui la benedizione del presepe permanente del Senato e uno scambio di riflessioni. In tale contesto, sono emerse dichiarazioni che hanno toccato il tema della pace, definita attraverso un anelito d’amore, in un implicito ma chiaro riferimento alle tensioni internazionali, mentre veniva espresso con forza un concetto: è “scandaloso”, si è osservato, pensare di raggiungere la pace attraverso il ricorso alla guerra. La visita, seppur lampo, si chiude lasciando spazio a una serie di ulteriori incontri istituzionali che il pontefice avrà nella capitale, consolidando un dialogo tra Santa Sede e istituzioni repubblicane che trova in questo evento culturale un momento di rara e simbolica convergenza.

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