Stellantis, un 2024 da dimenticare
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Il 2024 sarà ricordato come l'anno nero di Stellantis, il colosso automobilistico nato dalla fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e PSA Group. Secondo il rapporto diffuso dalla Fim-Cisl, la produzione complessiva di autovetture e veicoli commerciali leggeri negli stabilimenti italiani del gruppo è scesa a 475.090 unità, segnando un calo del 36,8% rispetto alle 751.384 unità prodotte nel 2023. Questo drastico decremento, che interrompe un trend di crescita durato due anni, ha colpito per la prima volta tutti gli stabilimenti del gruppo, con una particolare incidenza sulla produzione di autovetture, i cui volumi sono diminuiti del 45,7%, attestandosi a 283.900 unità.
La crisi produttiva di Stellantis, che ha riportato i livelli di produzione ai minimi dal 1956, è stata attribuita a una serie di fattori, tra cui la carenza di semiconduttori, le difficoltà logistiche e l'incertezza economica globale. Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim-Cisl, ha sottolineato come il 2024 rappresenti un anno di svolta negativa per il gruppo, evidenziando la necessità di interventi strutturali per invertire la tendenza e rilanciare la produzione.
In questo contesto di crisi, gli stabilimenti italiani di Stellantis hanno subito un impatto significativo, con ripercussioni non solo sulla produzione, ma anche sull'occupazione e sulla stabilità economica delle aree coinvolte. La Fim-Cisl ha evidenziato come la situazione attuale richieda un'azione concertata tra azienda, sindacati e istituzioni per affrontare le sfide e garantire un futuro sostenibile per il settore automobilistico italiano.
La produzione di veicoli commerciali leggeri, sebbene meno colpita rispetto a quella delle autovetture, ha comunque registrato un calo significativo, contribuendo al quadro complessivo di difficoltà che ha caratterizzato il 2024 per Stellantis.




